La Nuova Sardegna

Olbia

I sindaci: sì (con riserva) al San Raffaele

di Angelo Mavuli
I sindaci: sì (con riserva) al San Raffaele

Loddo, Frediani e Careddu: d’accordo sui servizi d’eccellenza sanitaria, ma non si deve danneggiare la sanità pubblica

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TEMPIO. Sulla validità dell’istituzione del San Raffaele e sulla possibilità che possa offrire servizi d’eccellenza a tutta la Sardegna, nessuno ha nulla da obiettare. A condizione però che questo non avvenga a discapito della sanità pubblica e con risorse a questo scopo destinate. Questi in estrema sintesi, i concetti espressi ieri in tarda mattinata, da alcuni sindaci dell’alta Gallura, al termine dell’incontro fra il distretto sanitario di Tempio, presieduto da Romeo Frediani, con il direttore generale dell’Asl di Olbia, Giovanni Antonio Fadda.

«Abbiamo ribadito a chiare lettere - dichiara il sindaco di Calangianus, Giomartino Loddo - che da parte del distretto di Tempio non vi sono posizioni ostative per la nascita del San Raffaele. Abbiamo però anche detto che non consentiremo che vengano sacrificate sull’altare di pretese sanitare, anche legittime ma privatistiche, le esigenze pubbliche dei nostri amministrati. Continuo quindi ad essere fortemente preoccupato sul rischio di un sensibile ridimensionamento dei servizi sanitari, già enormemente deficitari sul territorio e sulla reale possibilità della cancella zione di altri. A prescindere dal San Raffaele, chiediamo il diritto di poter presentare una proposta di riorganizzazione omogenea dei nostri servizi territoriali che tenga conto delle peculiarità e delle caratteristiche del territorio gallurese e altre porzioni di territori che già condividono appieno le “prestazioni” sanitarie di nostra competenza» «Ho ribadito - aggiunge Romeo Frediani -, la validità del decollo del San Raffaele. Ritengo, infatti che da questa operazione si possa ottenere anche il massimo profitto per la riqualificazione del Paolo Dettori del quale si dovrà discutere a Cagliari con l’assessore regionale alla Sanità». Romeo Frediani dice infine, di non condividere il giudizio di chi lo accusa di essersi mosso in ritardo, in qualità di presidente del distretto. «La nascita del San Raffaele - afferma il sindaco di Luras, Marisa Careddu (che non ha partecipato all’incontro per impegni di lavoro scolastici) -, è stata caratterizzata da una serie di fughe in avanti che non possono che preoccuparci. Troppi portatori d’acqua al proprio mulino non possono che danneggiare la restante parte di un territorio ed i suoi servizi, lasciati ai margini a cominciare dal Paolo Dettori, struttura per noi imprescindibile».

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