Nuovi lavori, chiude il Padrongianus
Al via domani la sistemazione del manto stradale sbriciolato dopo le piogge. Il ponte era stato inaugurato un anno fa
OLBIA. Prima la comunicazione della polizia locale, poi il laconico annuncio dell’Anas: da domani mattina il ponte sul rio Padrongianus sarà nuovamente chiuso al traffico per consentire i lavori di rifacimento della pavimentazione stradale, sbriciolata appena un anno dopo la cerimonia di inaugurazione con il presidente dell’Anas e mezza giunta regionale in passerella.
La chiusura scattera alle 8 del mattino di mercoledì: sarà interdetta la circolazione dei veicoli lungo la strada statale 125. Il traffico proveniente dal centro città e diretto verso sud (Murta Maria, Porto San Paolo, San Teodoro) sarà deviato già in corrispondenza della grande rotatoria davanti al centro commerciale Auchan. A quel punto sarà possibile «rientrare» e raggiungere la statale 125 percorrendo la 131 Dcn a quattro corsie con uscita nello svincolo di «La castagna». In senso inverso, i veicoli provenienti da Murta Maria e diretti verso Olbia saranno deviati al chilometro 308+780 sulla nuova bretella di collegamento con la statale 131 Dcn 131. Secondo le ottimistiche previsioni, la chiusura del tratto dell’Orientale sarda si protrarrà fino alle 2 del pomeriggio di sabato 14 giugno.
L’Anas ieri mattina ha spiegato che i lavori di ripristino del manto stradale si sono resi necessari dopo i danni causati dalle abbondanti piogge dei mesi scorsi. A cominciare dal devastante ciclone del 18 novembre che ha spazzato la città seminando morte e distruzione.
Oggi lo sbriciolamento dell’asfalto è evidente su entrambi i lati della carreggiata, lungo tutti i 140 metri del ponte. Un disastro, ma non è una sorpresa. Già dallo scorso mese di gennaio, infatti, gli automobilisti avevano segnalato pericolose buche, grandi come voragini, sul manto d’asfalto. Cose che succedono, ma non sette mesi dopo l’inaugurazione della nuova opera. Sì, perché quelle buche e crepe nella strada statale 125 hanno l’amaro sapore della beffa. Il calvario del ponte alle porte di Olbia dura infatti dal 2007: la vecchia struttura era pericolosa e inadeguata soprattutto per sopportare il traffico (allora tumultuoso) dell’estate, così la decisione di progettare un nuovo ponte e, nel frattempo limitare la circolazione ricorrendo al senso unico alternato. Inevitabili le proteste degli automobilisti, obbligati a file chilometriche per raggiungere Olbia e la Costa Smeralda, mentre nell’altro verso i centri abitati e le spiagge di Murta Maria e Porto San Paolo hanno pagato a caro prezzo l’isolamento forzato. Da quel momento alla conclusione dei lavori nel ponte sono trascorsi sei lunghi anni di lungaggini brocratiche, polemiche, lavori in corso, sensi unici alternati di marcia e, persino, un’alluvione che ha quasi spazzato via il cantiere del ponte. Alla fine il miracolo: lavori conclusi e inaugurazione del nuovo ponte. La festa però è durata poco, giusto alcuni mesi di traffico finalmente libero e l’asfalto ha cominciato a cedere e a mostrare crepe e buche. Un processo di deterioramento che è peggiorato di giorno in giorno sino all’annuncio, qualche mese fa, del sindaco Gianni Giovannelli: «Al più presto si faranno nuovi lavori per la sistemazione del manto stradale» .
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