La Nuova Sardegna

Olbia

Riparte la crociata contro le bancarelle

I commercianti accusano il Comune: «A noi vietano di esporre persino le cartoline per i turisti»

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OLBIA. Si affacciano dal portone e scoprono troppa concorrenza. Calamite e ventagli, oggettini e portachiavi. I titolari di alcune attività commerciali del centro storico, in particolare quelle del settore souvenir e artigianato sardo, adesso firmano un documento e lanciano il loro grido d’allarme: «Ci sentiamo estranei a casa nostra». Il motivo è semplice. Le bancarelle montate lungo il Corso, in occasione della stagione estiva, espongono prodotti spiccicati a quelli presenti sugli scaffali di diversi negozi del centro. Per i commercianti olbiesi si tratta di una «concorrenza privilegiata».

La concorrenza. La battaglia del souvenir manda in trincea alcuni storici commercianti olbiesi. Il più attivo in questa fase iniziale è Edoardo Buchicchio, dal 1983 titolare di Souvenirs Sardegna, che si affaccia proprio sul municipio. Lui, insieme ad altri colleghi, in tutto una dozzina, ha preparato un documento e lo ha presentato direttamente a sindaco e giunta. «Stiamo assistendo a un aumento costante di bancarelle in prossimità dei nostri negozi. Bancarelle che espongono prodotti già presenti in abbondanza nei nostri esercizi – scrivono – Si tratta di una concorrenza privilegiata sia per quanto riguarda l’esposizione sia per i costi ben più ridotti dei nostri, con conseguente sviamento della clientela. In alcuni casi espongono anche oggetti spacciati per articoli di loro produzione». I commercianti, inoltre, ricordano quanto la crisi economica stia già strozzando le loro attività.

Addio cartoline. Poi c’è la goccia che fa traboccare il vaso. Nei giorni scorsi, infatti, ad alcuni commercianti sarebbe stato vietato di montare espositori per cartoline e tavolini nello spazio antistante il negozio. Come è capitato al signor Edoardo Buchicchio, che ha spiegato di non aver mai avuto simili problemi in oltre 30 anni di attività. «Si è arrivati persino al punto di non volerci neppure consentire l’esposizione delle nostre merci fuori dal negozio, in quanto il suo pubblico sarebbe riservato, a dire degli uffici comunali, solo a chi somministra alimenti e bevande. Tutto questo senza neppure dirci in base a quale ordinanza» spiegano i commercianti di souvenir. Da qui il grido d’allarme: «Naturalmente le bancarelle, pur non somministrando alimenti e bevande, possono utilizzare a loro piacimento il suolo pubblico. Per questo ci sentiamo trattati da estranei a casa nostra».

Le richieste. I negozianti non elencano solo lamentele, ma anche richieste precise e mirate. A cominciare dalla rivisitazione dei regolamenti: «Chiediamo che l’autorizzazione, che consente la presenza di commercianti delle bancarelle in Corso Umberto, preveda che non debbano essere esposte tipologie merceologiche già presenti nei nostri negozi». Inoltre i commercianti chiedono che le bancarelle vengano consentite a rotazione ad artigiani e produttori con articoli e alimenti di loro produzione. Infine auspicano la risoluzione del problema dell’utilizzo del suolo pubblico. (d.b.)

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