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Olbia

Sì della Regione al progetto Zona franca

Sì della Regione al progetto Zona franca

La richiesta del Comune discussa dal presidente dell’assemblea civica Vanni Sanna con i prefetti Giuffrida e Mulas

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OLBIA. La Regione dice sì all’istituzione della Zona franca doganale di Olbia, così come aveva chiesto il comunale con parere unanime. Il via libera lo ha portato a casa il presidente del consiglio comunale Vanni Sanna, ieri nell’incontro con i prefetti di Sassari Mulas e di Cagliari (nel cui ufficio è stata convocata la riunione) Giuffrida. Il funzionario del Governo ha preso trenta giorni di tempo per convocare un prossimo incontro nel quale si farà il punto sulle procedure avviate dalla Regione. Un passaggio formale, che non confligge con quello politico istituzionale della giunta guidata da Pigliaru. Lo stesso prefetto nella prima parte della mattinata aveva avuto un incontro con il alcuni assessori, il rappresentante del Governo per la Regione Sardegna, i quattro prefetti, il capo di gabinetto della Presidenza della giunta regionale, il direttore interregionale dell’Agenzia delle Dogane, il comandante provinciale della Guardia di finanza e il comandante della Direzione marittima di Cagliari.

La Giunta regionale ha ribadito «il proprio interesse a accelerare l’introduzione di zone franche doganali come previsto dal decreto legislativo 75/98, la cui attuazione è stata rinviata troppo a lungo». Il governo sardo ha dichiarato il proprio intento di «ridurre in particolare i tempi per l’avvio delle attività della zona franca di Cagliari e procedere con il coinvolgimento delle comunità locali, alla valutazione degli interventi e alla perimetrazione delle altre cinque zone franche previste dal decreto legislativo». Le altre sono quelle di Porto Torres, Porto Vesme, Oristano e Arbatax.

La Zona franca di Olbia comprende l’area industriale del porto commerciale di Cocciani per un’estensione di 750 ettari. Come Olbia ha chiesto e la Regione confermato nel proprio indirizzo politico, la Zona franca di Olbia è “non” interclusa, ossia non recintata, per ragioni innanzitutto di semplificazione nelle procedure d’insediamento, di attività e di gestione delle attività commerciali. Il presidente del consiglio comunale Vanni Sanna ha inoltre ribadito la richiesta di accompagnare la Zona franca doganale a una Zes (zona economia speciale), che avrà un’estensione di 19 ettari.

«Un risultato che conferma la disponibilità che il presidente Pigliaru aveva preannunciato al sindaco Giovannelli e a me – commenta Vanni Sanna al termine della riunione con il prefetto Giuffrida –. Ringraziamo i due prefetti. La Zona non” interclusa permette anche di ricapitalizzare il patrimonio urbano e immobiliare esistente. È un risultato che nella prospettiva vuol dire sviluppo di grande rilievo per il territorio, che vedrei allo stessa stregua dell’operazione per l’ex San Raffaele». (gpm)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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