Bastonate alle colleghe: assolta lucciola albanese
Era accusata di aver picchiato in strada tre romene per ottenere il pizzo In tribunale è stata scagionata da una lettera scritta da una delle sue vittime
TEMPIO. Una giovane e intraprendente prostituta albanese, Aurora Topi di 31 anni, è stata assolta ieri mattina dall’accusa di tentata estorsione e lesioni nei confronti di tre “colleghe” romene. La lucciola, scagionata dalle stesse denuncianti, avrebbe preteso, dopo averle bastonate, una percentuale sugli incassi per l’utilizzo del marciapiede di via Roma, nelle vicinanze di un distributore.
I fatti in contestazione risalivano al 2007, quando la giovane e avvenente lucciola, dopo essersi affrancata dal suo protettore, decise di gestire in proprio una fascia della “passeggiata” olbiese, quella che va dal cimitero verso la zona di Poltu Quatu. In quegli anni le prostitute erano numerosissime, sulle vie cittadine, e Aurora Topi ne individuò tre – M aria Madaleina R. Ionella C. e Cezarina S. tutte ventenni e originarie della Romania – che avevano cominciato ad esercitare la loro professione dopo il sottopassaggio, nelle vicinanze della pompa di benzina. Una presenza, quella delle lucciole romene, che infastidì Aurora Topi a tal punto che una sera aggredì le concorrenti, facendone finire una all’ospedale con lesioni in tutto il corpo. Dopo questo primo assaggio la lucciola albanese pretese dalle colleghe, a colpi di bastone, il pagamento del “pizzo” per poter lavorare in quella zona di Olbia. La denuncia che venne spedita alla magistratura da Maria Madaleina fu determinante per far finire nei guai giudiziaria l’albanese, che fu rinviata a giudizio per lesioni personali e tentata estorsione. Ieri mattina il risolutore colpo di scena sfoderato, nel corso dell’istruttoria avviata dal gup Marco Contu, dal difensore della prostituta albanese, il penalista Angelo Merlini. Il quale, in assenza delle tre denuncianti (irreperibili) ha presentato uno scritto autografo (è sottoposto a perizia calligrafica) di Maria Maddalena la quale perdonava la sua aguzzina e afffermava di non aver mai ricevuto, così come le sue due compagne di lavoro, pressioni di sorta per versare danaro. Una dichiarazione fatta propria dal pm Riccardo Rossi che ha concluso la sua requisitoria con la richiesta di assoluzione, conclusione alla quale si è allineato il difensore della lucciola che ha spiegato, nella sua arringa, che non vi era mai stato alcun tentativo di estorsione, non escludendo che lo scambio di “opinioni” tra le quattro ragazze fosse eventualmente da attribuire alla frequentazione della stessa zona di lavoro. Aurora Topi, dopo aver abbandonato il mondo della prostituzione, si è trasferita da diversi anni nella penisola, dove gestisce una sartoria.
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