La Nuova Sardegna

Olbia

Il caso Terrata 2, scatta il dissequestro

di Giampiero Cocco
Il caso Terrata 2, scatta il dissequestro

Ancora un colpo di scena nello scontro per il possesso degli 88 immobili realizzati sulla costa di Golfo Aranci

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GOLFO ARANCI. Nella ventennale storia giudiziaria di “Terrata2”, combattuta a suon di carte bollate, sequestri giudiziari, confische e impugnazioni davanti ai tribunali di ogni ordine e grado, l’hanno a spuntata per l’ennesima volta i proprietari. I quali nei giorni scorsi hanno hanno ottenuto, dal collegio giudicante di Tempio di Tempio, la restituzione delle 88 villette messe sotto sequestro nel febbraio scorso dalla procura della Repubblica. Il tutto parte dalla contestazione penale mossa ai proprietari da Domenico Fiordalisi, il capo della procura gallurese, di «occupazione abusiva di immobili di appartenenza pubblica». Uno status, quest’ultimo, da sempre contestato dai diversi proprietari che nel tempo si sono succeduti alla iniziale impresa immobiliare, la “Ri.ta. Sarda s.r.l.” che negli anno Novanta realizzò le struttura con una licenza edilizia alberghiera trasformando poi le quattro schiere in villette familiari con vista su Golfo Aranci e Tavolara. I giudici di Tempio, dopo una lunga fase processuale, dichiararono illegale l’intera struttura turistica disponendone l’acquisizione al patrimonio comunale di Golfo Aranci; provvedimento, questo, impugnato dai proprietari e confermato dai giudici amministrativi del Tar Regionale. Nelle more il comune di Arzachena non ha provveduto ad acquisire i beni – com’è accaduto per altre quattro villette, realizzate abusivamente a Porto Istana, da parte del comune di Olbia, che ancora nicchia sul da farsi dopo l’annullamento del provvedimento di confisca da parte del Tar – dando così l’opportunità ai proprietari di fare ricorso, contro il provvedimento del Tar, al Consiglio di Stato. I cui giudici, con provvedimento ancora in itinere, hanno sospeso la sentenza del Tar «vista l’innegabile gravità del danno evocato (a sfavore dei proprietari), la lunga risalenza nel tempo della questione e ritenuto, nel bilanciamento degli interessi contrapposti, che la concessione della richiesta misura cautelare non comporti rilevante conseguenze per il comune di Golfo Aranci». L’accogliemento di quella istanza cautelare e la sospensione della sentenza di confisca ha dato ai propietari l’occasione, in questi anni (la vicenda giudiziaria si trascina dal 2004), di risiedere stabilmente o di cedere in affitto le villette. Nel febbraio scorso questa situzione venne bloccata dal provvedimento di sequestro cautelare disposto dalla Procura gallurese, un atto giudiziario che, dopo il ricorso dagli avvocati Benedetto Ballero e Silli Scavalli (che rappresentano 43 proprietari) al tribunale del riesame venne trasformato in sequestro preventivo, convalidato dal Gip. Il nuovo ricorso che chiedeva e otteneva l’annullamento dal tribunale del riesame venne opposto dal ricorso per Cassazione da parte del procuratore della Repubblica di Tempio Domenico Fiordalisi (questo grado di giudizio è ancora pendente), mentre restava da sciogliere il nodo di fondo: a chi andavano restituito gli immobili? Ieri l’altro il tribunale di Tempio, in seduta collegiale, ha deciso che le villette, in forza del provvedimento di sospensione da parte del Consiglio di Stato, vanno restituite ai diversi proprietari. Se qualcuno pensa che la battaglia giudiziaria di “Terrata2” si sia conclusa con queste schermaglie sbaglia di grosso. Il Consiglio di Stato deve ancora decidere se confiscare o meno gli immobili, la Corte di Cassazione deve stabilire chi a torto o ragione tra Procura e Tribunale e chi gode, nel frattempo, è il costruttore. Il quale ha già incassato per la vendita del complesso immobiliare abusivo.

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