La Nuova Sardegna

Olbia

Porto Istana, spiagge senza i servizi igienici

Turisti e residenti: «Bagni chimici per soli 2 mesi». Si protesta anche per le condizioni di una strada

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OLBIA. Porto Istana: quattro spiagge meravigliose unite a piccole calette dove già dallo scorso maggio sono apparsi i primi turisti, soprattutto stranieri. Al loro ritorno in Sardegna (ma si sono visti anche i proprietari delle residenze estive della zona), hanno trovato ancora il mare cristallino e i litorali puliti. «E’ fantastico venire qui, in questo tratto di costa spettacolare - è il commento dei bagnanti -, ma ci sono alcune cose assolutamente da rivedere. La prima: non ci sono i servizi igienici. I bagni chimici, infatti, vengono sistemati dal Comune soltanto a luglio e ad agosto. E, quindi, per chi ne ha necessità a maggio, giugno o settembre, non c’è soluzione. E questo è davvero un grosso problema. Non tutti hanno le case o gli alberghi vicini, e ci sembra assurdo che in una zona così frequentata non si tenga conto di quella che è una priorità assoluta. Ci chiediamo allora: come si fa a parlare di allungamento della stagione turistica, se non si comincia a prolungare nel tempo quelli che sono i servizi principali da garantire su una spiaggia?».

Ci sono le concessioni, anche a Porto Istana, ma tutti i titolari sono legati a vecchie autorizzazioni, che non includevano nel “pacchetto”, anche i servizi igienici. E non possono quindi far nulla per cambiare le cose, nonostante si siano informati per poter trovare una soluzione.

Il secondo problema riguarda la strada di accesso alla terza e alla quarta spiaggia. «Si chiama via Dei Villaggi. La si imbocca dal vialone principale per Porto Istana, ma soltanto per tre quarti è asfaltata. L’ultimo tratto è una strada sterrata (la competenza è comunale) che non è mai stata sistemata. Il guaio - proseguono turisti e residenti - è che le condizioni sono veramente pessime. Ci sono buche profondissime e diventa difficile non danneggiare le macchine. Ma chi ha bambini, come fa? E gli anziani o i disabili? Nessuno di loro può permettersi di lasciare l’auto tanto distante. Anche in questo caso i miglioramenti sono stati garantiti, nel tempo, dai concessionari o da persone che hanno le case nei dintorni. Ma sono sempre interventi tampone che non risolvono il problema alla radice. Insomma, che il Comune faccia la sua parte». (s.p.)

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