La Nuova Sardegna

Olbia

Movida, lettera di fuoco della moglie di Madarese

di Angelo Mavuli
Movida, lettera di fuoco della moglie di Madarese

Titolare di bar-pizzeria contro il Comune nella polemica sulla musica all’aperto Accuse di omissione di controllo e verifica sul rispetto delle regole nei bar e club

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TEMPIO. La vicenda esercizi pubblici, al centro in questi ultimi giorni di accese polemiche, per la mancata concessione di fare musica all’aperto o collocare all’esterno dei locali televisori per seguire le partite del mondiale di calcio, già complicata da una serie di problematiche, si imbroglia ulteriormente alla luce di una lettera inviata al sindaco e al comando della polizia locale da Teresa Loi, imprenditrice nel settore della somministrazione di alimenti e bevande ed intrattenimento (gestisce due bar pizzeria).

Nella missiva, un malloppo di tre pagine e mezza, accompagnato da una serie di foto, la Loi rileva inizialmente che «da parte delle autorità preposte al controllo della regolarità e della corrispondenza alle norme delle attività similari alla mia, vi è una totale omissione di controllo e verifica e quindi l’implicito consenso allo svolgimento delle stesse, particolarmente quelle legate all’intrattenimento, senza che vi sia il benché minimo rispetto delle regole».Accuse pesantissi, supportate nel corso del lunghissimo documento da una serie di altri stringenti argomentazioni dalle quali risulterebbe anche come «da parte delle autorità non vi sia stato mai alcun intervento di controllo finalizzato ad imporre il rispetto delle norme vigenti in tema di adeguamento e sicurezza dei locali pubblici. Norme e rispetto delle regole invece – scrive Loi –, che le stesse autorità hanno richiesto alla scrivente sottoposta a stringenti controlli sempre superati».

Sulla lettera, peraltro legittima, che contiene anche un elenco dettagliatissimo delle inosservanze e delle infrazioni che si commetterebbero, soprattutto nei fine settimana nei locali di Tempio, non vi sarebbe nulla da eccepire se non fosse per un particolare di non poco conto: le accuse che la signora Loi fa all’amministrazione comunale, ed implicitamente alla polizia locale, sono identiche a quelle che, nello scorso febbraio, erano state formulate sempre per iscritto contro l’assessore al bilancio e commercio, Mario Addis, e contro tre diversi importanti funzionari comunali, dall’assessore alla polizia locale, Agostino Madarese, che è anche il marito della stessa Teresa Loi. Allora lo scontro fra Madarese e Mario Addis (mai risolto da Romeo Frediani), portò quasi ad una rottura in giunta.

Ora il problema si trasforma in un vero paradosso. Fra conflitti d’interesse e minacce di denuncia alla Procura della Repubblica, tra possibilità di serrate durante la movida e ordinanze chesi fanno attendere, a pagare pegno sono i proprietari dei pubblici esercizi che attendono di sapere come devono comportarsi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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