La Nuova Sardegna

Olbia

Cozze, la proroga solo fino a dicembre

di Antonello Palmas
Cozze, la proroga solo fino a dicembre

La Regione fissa il termine del 2020, ma i mitilicoltori olbiesi sono un’eccezione. La gestione affidata all’Autorità portuale

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OLBIA. Finalmente qualcosa si muove nel campo delle concessioni demaniali ai fini di pesca e acquacoltura, ma a Olbia oltre a suscitare speranze le novità sembrano provocare soprattutto parecchia apprensione tra gli operatori del settore della mitilicoltura, nel quale esiste una situazione di caos determinata da un abusivismo che affonda le radici in decenni di laissez faire e riguarda il 60-70 per cento di chi vi opera. Il Consiglio regionale ha approvato ieri all’unanimità un testo di legge unificato, sintesi di un disegno di legge della Giunta e di un'analoga proposta presentata dalla maggioranza, primo firmatario Franco Sabatini (Pd). La novità è che le concessioni in Sardegna, scadute nel dicembre scorso, saranno prorogate fino al 31 dicembre 2020: ma con l'eccezione di quelle nel golfo di Olbia, la cui gestione compete all'autorità portuale e per le quali la scadenza è il 31 dicembre dell’anno in corso. La legge, di soli due articoli, mira a riconoscere ai concessionari sardi la stessa proroga fino al 2020 prevista a livello statale da una legge del dicembre 2013. La disparità di trattamento nei confronti di Olbia è frutto della approvazione di un emendamento trasversale che ha avuto il parere positivo anche della Giunta regionale.

La Regione, quindi, revocherà le procedure a evidenza pubblica avviate in base alla legge regionale 19 dell'ottobre 2012 per il rinnovo delle concessioni. Soltanto quelle per l'attività di acquacoltura e pesca nel golfo di Olbia, che riguardano in particolare i mitilicoltori, dovranno essere regolarmente svolgersi entro il 31 dicembre prossimo. «Questa legge è un punto di partenza per il rilancio della pesca, un comparto che ha potenzialità incredibili», ha sottolineato nel suo intervento in aula l'assessore regionale all'agricoltura e pesca, Elisabetta Falchi, che oggi parteciperà alla riunione del comitato politiche della Conferenza delle Regioni che valuterà le prospettive del settore e le strategie future. «La proroga è essenziale per dare la possibilità ai concessionari di lavorare in tranquillità per i prossimi cinque anni. La programmazione di una nuova politica della pesca non è più procrastinabile», ha aggiunto la Falchi. «Troppo spesso i concessionari hanno operato in modo non ligio al regolamento di concessione». A questo proposito l'assessore ha assunto l'impegno di affidare agli uffici dell'assessorato, nell'ambito della ricognizione delle aree in vista delle prossime concessioni, un'analisi dello sfruttamento delle risorse, in vista della quale ha annunciato che convocherà i concessionari.

La decisione del Consiglio regionale ha suscitato reazioni differenti. Per Benedetto Sechi, presidente di Legacoop nordSardegna e responsabile regionale di Legapesca, « il fatto positivo è che questo serva almeno ad affrontare il problema, ma quello che temiamo è che con la fretta nascano i gattini ciechi. Non vorremmo che dietro vi fosse l’interesse dell'autorità portuale a vincolare le concessioni per tempi minori ai dieci anni, il che renderebbe problematico l’accesso ai finanziamenti europei. Il problema è chiarire prima di tutto le competenze: per noi sono della Regione, con la port authority che può rilasciare pareri di conformità. Comunque sia, vi deve essere un piano comune. Vogliamo che l'assessorato prima di tutto concordi con operatori e con noi il modus operandi. A Olbia c'è chi occupa spazi abusivi e in linea di massima è giusto contrastare queste situazioni, ma tenendo conto anche di chi è regolare». E parla della necessità di un bando unico per Olbia. Preoccupato Gianpiero Mariani, presidente della coop Olbia mitili: «Hanno prorogato le concessioni dappertutto, tranne che a Olbia, ci trattano come cittadini di serie B, ci deve essere dietro qualche disegno politico. Forse vogliono togliere ai mitilicoltori il “mare buono” quello dove crescono le cozze di qualità, per relegarci nei bassi fondali e favorire altre realtà?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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