Indennità consiliari: ad Arzachena scoppia la polemica
ARZACHENA. Fuoco amico. A esploderlo sulla maggioranza è un suo esponente illustre, il vice sindaco Maria Giagoni. Il tema caldo è quello delle indennità. Autosospese nei primi sei mesi dell’amministr...
ARZACHENA. Fuoco amico. A esploderlo sulla maggioranza è un suo esponente illustre, il vice sindaco Maria Giagoni. Il tema caldo è quello delle indennità. Autosospese nei primi sei mesi dell’amministrazione Ragnedda in uno slancio di generosità, dal primo gennaio 2013 sono state reintrodotte. La vicesindaco dichiara subito di rinunciare allo stipendio del Comune e chiede che venga destinato ai Servizi sociali. Stessa posizione assunta pubblicamente dai componenti della minoranza. Giagoni chiede conto in Consiglio, durante la fase di approvazione del bilancio, in quale capitolo sia finita la sua indennità donata. 18mila euro annegati tra numeri, titoli e capitoli di bilancio. Un assist per la doppia minoranza, “Arzachena concreta” e Partito democratico. «Condividiamo le perplessità della vice sindaco Giagoni e apprezziamo molto la coerenza della sua scelta – commenta il consigliere Tore Mendula –. Rinunciare per tutti e 5 gli anni di mandato all’indennità, così come venne dichiarato più volte, e mai smentito, anche attraverso i mass media. La proposta della maggioranza ci sembrò un’ottima cosa. Non percepire un euro ma lavorare come volontari per il bene della comunità. Peccato che tutta quella poesia è durata solo sei mesi. Sono scelte. È altrettanto giusto che si sappia dove finiscono però le risorse di chi ha rinunciato e per quale finalità vengono spese». Sulla stessa linea il capogruppo del Pd, Fabio Fresi. «La maggioranza ci ha presentato un bilancio fotocopia dello scorso anno – commenta –, tecnicamente perfetto, un compito a casa fatto bene, ma senza coraggio, in cui l’unica novità è la reintroduzione delle indennità di mandato perchè non è intervenuta la rinuncia degli amministratori. Anche noi come minoranza abbiamo chiesto che i nostri gettoni venissero destinati ai servizi sociali. Il dirigente dice che non sia possibile. Vorremmo sapere allora per cosa vengono utilizzati quei fondi». (se.lu.)
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