La Nuova Sardegna

Olbia

Il Psd’Az: ora la Regione non stia ferma

di Giampaolo Meloni
Il Psd’Az: ora la Regione non stia ferma

I Quattromori rilanciano l’iniziativa chiedendo l’immediata attuazione del decreto sulle perimetrazioni e l’istituzione

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OLBIA. La giunta regionale deve dare attuazione al decreto numero 75 del 10 marzo 1998, avviando la perimetrazione delle aree destinate all’istituto della Zona franca. Nell’isola sono Cagliari, Portoscuso, Porto Torres, Arbatax, Oristano e Olbia. Proprio da quest’ultimo territorio arriva la richiesta al governo regionale di applicare la norma. Lo fa il Psd’Az che rilancia così la battaglia su un suo tradizionale tema politico.

Il governo regionale aveva ripreso l’argomento nei giorni scorsi, in occasione dell’incontro promosso dal prefetto di Cagliari sulla spinta di una richiesta del consiglio comunale di Olbia, sottolineando l’interesse «ad accelerare l’introduzione di zone franche doganali come previsto dal decreto legislativo», con l’intenzione di lavorare in tempi rapidi. «In 18 anni nulla è stato fatto – sottolinea il presidente nazionale del Psd’Az Giacomo Sanna, primo firmatario della legge, «poi stravolta», dice, perché «nessuno in realtà ha voluto far decollare le zone franche nell’isola». Ma a questo punto non si può più perdere tempo: «Occorre tenere conto delle richieste che arrivano dalle comunità locali, mettere a punto un business plan per le zone franche, spiegando nel dettaglio che cosa ci si vuole fare e con quali forme, superare la confusione e stanziare i finanziamenti necessari per avviare le procedure, iniziando dal primo atto necessario che è quello delle perimetrazioni», aggiunge Mario Carboni, tra i leader storici del Psd’Az, da tempo fuori da ogni organizzazione politica e tra i maggiori esperti in Sardegna in materia di zona franca.

I sardisti riprendono in pieno la battaglia a loro cara in occasione di un confronto al quale prende parte Aldo Berlinguer, il giovane docente di Diritto comparato all’università di Cagliari (è anche assessore regionale lucano all’Ambiente,infrastrutture e trasporti), autore con Salvatore Cherchi, esponente di punta del Pd, di un recente volume dedicato proprio alle zone franche. Il volume mette a fuoco la mappa normativa, dal confronto nella Costituente allo Statuto dell’Autonomia sino alle recenti deliberazioni. Un tema delicato e sofisticato ma sul quale il tempo ha addensato miti e preconcetti. Il punto è però nelle opportunità prodotte da questo strumento destinato a favorire l’investimento e la crescita delle imprese puntando sulle dinamiche dei benefici fiscali. «Zona franca – osserva Berlinguer – vuole dire libertà e responsabilità». Gli snodi fondamentali del decreto numero 75 sono proprio questi. Dopo quarant’anni quel decreto legislativo ha definito le norme di attuazione all’articolo 12 dello Statuto regionale istituendo le 6 Zone franche. «Così – spiega Aldo Berlinguer – lo Stato fa un accordo con la Regione, riconosce lo Statuto e restituisce al governo regionale le chiavi del futuro dell’isola. L’esercizio della Sovranità torna nelle mani dei sardi». È il giro di boa dopo l’iniziativa del presidente Mario Melis nel 1993, che aveva disposto la visita di studio di una delegazione dell’assemblea sarda in Medio Oriente, la pubblicazione di tre tomi sull’argomento e tentato di mandare in porto la legge poi affossata dal Parlamento.

«Ora ricomincia una strada, i sardisti chiedono che la questione rientri con piena evidenza negli impegni del governo regionale, non solo con le dichiarazioni d’intenti. Si lavori per organizzare uno studio di fattibilità e si trovino i denari», incalza Lidia Fancello, responsabile organizzativa della federazione sardista della Gallura. «Anche su questo tema possiamo e dobbiamo approfondire il rapporto della Sardegna con l’Europa – incalza Quirico Sanna, commissario della federazione psd’az della Gallura –. Noi vediamo la Zona franca come strumento per l’industria, per l’impresa, per l’occupazione e nella specificità gallurese, per il turismo, con l’inclusione di porto e aeroporto». Il giovane avvocato ricorda che fu questo uno dei temi di rottura con la giunta Cappellacci nella scorsa legislatura, quando il partito dei Quattromori gli era compagno di viaggio. «Ha messo in campo solo iniziative strumentali per la campagna elettorale. Avete più sentito il centrodestra parlare di Zona franca?». Il nuovo capitolo della storia si apre «in modo laico, con un confronto aperto», sottolinea Lidia Fancello. Incontra subito l’adesione di quella parte dei Comitati che agitarono il problema due anni fa e che dopo la virata di una parte del movimento su Cappellacci alle elezioni, spiega il portavoce Mariano Lopiccolo, «abbiamo mantenuto la strada dell’autonomia su una battaglia che è di tutti i sardi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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