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Olbia

Lioni: «La Regione detti le nuove regole per gli edifici ex G8»

di Serena Lullia
Lioni: «La Regione detti le nuove regole per gli edifici ex G8»

La Maddalena, richiamo a Pigliaru del dirigente del Pd «Subito il bando per l’affidamento dell’ex ospedale militare»

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LA MADDALENA. Scatoloni vuoti, ode perenne alle incompiute all’italiana. L’ex ospedale militare e l’ex arsenale restano il simbolo di una riconversione turistica solo annunciata. Vittorie della cattiva politica. Le chiavi dei due edifici sono nelle mani della Regione. Spetta ora al presidente Francesco Pigliaru e alla sua giunta far uscire dal libro delle promesse l’impegno preso per rilanciare l’isola. Un richiamo al governatore arriva da GianLuca Lioni, maddalenino, componente della direzione nazionale del Partito democratico. «È tempo che la giunta Pigliaru si renda protagonista di un cambio di passo sulla vicenda della Maddalena – dichiara Lioni –. Noi abbiamo guardato con fiducia alla ferma presa di posizione del Governatore e al suo rifiuto di fermare il protocollo di intesa sulle servitù militari che gravano sulla Sardegna in maniera sproporzionata rispetto alle altre regioni, con tutte le incognite per l’ambiente e per la salute che ne derivano. Ma questa sacrosanta battaglia di principio si rafforza in credibilità solo se la politica sarda saprà dimostrare che, là dove una importante dismissione c'è stata, è possibile scrivere una pagina nuova di sviluppo. Gli americani hanno ammainato la bandiera a stelle e strisce nel 2008 e la Difesa italiana ha ceduto alla Regione Sardegna due strutture straordinarie come l'ex ospedale militare e l'ex arsenale». Lioni veste di ottimismo il futuro dei due edifici dimenticati dalla politica. L’ex ospedale mai aperto, lasciato a invecchiare in solitudine, dal 2008 è senza padrone e senza una vera destinazione. L’ex arsenale ha visto spegnersi le stelle del suo albergo una dopo l’altra. Lioni chiede che la giunta Pigliaru parta proprio da qui. «Il sogno infranto del G8 ha bloccato quel percorso virtuoso che nelle intenzioni di Romano Prodi e Renato Soru doveva riconvertire l'economia maddalenina per passare dall'assistenzialismo militare a un modello basato sulla naturale vocazione al turismo e alla nautica – sottolinea –. Ora le grandi strutture polifunzionali continuano a deteriorarsi. L'ex ospedale Militare ha necessità di un nuovo bando, mentre nell’ex arsenale militare bisogna completare le bonifiche. A La Maddalena sono stati spesi oltre 300 milioni di euro di denaro pubblico senza che venisse prodotto un solo posto di lavoro. I maddalenini sono vittime di questo sperpero. Ma rimangono delle opere nelle mani della Regione che possono ancora costituire il seme di un futuro diverso. Quello della riconversione è un percorso interrotto che deve ripartire. Siamo consapevoli delle difficoltà, della situazione disastrosa che Cappellacci ha lasciato in eredità al presidente Pigliaru. Ma di una cosa siamo certi. Vincere questa sfida sarebbe la migliore dimostrazione che, per la Sardegna, bisogna cambiare verso sul fronte delle servitù militari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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