La Nuova Sardegna

Olbia

Olbia, disabile bloccata da un’auto della Asl

di Stefania Puorro
Olbia, disabile bloccata da un’auto della Asl

Ragazza in carrozzina si sfoga anche su Facebook: volete il parcheggio? Prendetevi il mio handicap

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OLBIA. Il finale di questa storia è lo sfogo di una ragazza disabile, esternato su Facebook. Bisogna guardare attentamente la foto per capire di che cosa sta parlando, per comprendere la sua indignazione quando non ha avuto la possibilità di salire a bordo della sua auto.

Ecco le parole piene di amarezza, buttate giù da Laura (nome di fantasia): «La macchina bianca che si vede nella fotografia è della Asl. E’ stata lasciata in sosta sulle “zebrature” del parcheggio dei disabili. Nessuno è riuscito a darmi una spiegazione o a dirmi chi fosse il conducente. Tutto questo è accaduto nell’area esterna dell’ospedale di Olbia. I parcheggi dei disabili sono per la gente disabile. E se volete quel parcheggio, allora prendetevi la mia disabilità».

Ci sarebbe poco da aggiungere, in realtà. Ma come tutte le storie, devono essere raccontate dall’inizio. A farlo, in verità, è stato un altro giovane disabile che si trovava proprio davanti a quei parcheggi, mentre Laura avrebbe voluto aprire la portiera della sua macchina. Ma non c’era lo spazio sufficiente per far passare la sua carrozzina. Che cosa glielo impediva? Quella macchina bianca che occupava lo spazio delle zebrature.

Si tratta di un’area, così come prevede il codice della strada, che va lasciata sempre libera proprio per consentire a chi sta seduto su una carrozzina di avere ampio margine di manovra.

«Tutto è accaduto all’ora di pranzo dell’altro ieri - racconta il giovane disabile che ha assistito alla scena -. Laura era arrivata all’ospedale per sottoporsi a una visita e, dopo diversi tentativi, aveva finalmente parcheggiato la sua macchina in un posto per disabili, di fronte al centro trasfusionale del nuovo ospedale. Ma quando è uscita, attorno alle 14, ha trovato quella macchina bianca in mezzo, che non le consentiva di salire sulla sua. Ha cominciato a chiedere informazioni, a protestare. Poi ha chiamato i carabinieri che, una volta arrivati, hanno potuto fare ben poco, perché non era loro competenza. Hanno detto però che avrebbero segnalato la situazione alla Asl. Qui non si tratta solo di mancanza di rispetto nei confronti di coloro che hanno difficoltà a muoversi. Questa è indifferenza totale, arrivata tra l’altro da qualcuno che lavora per l’azienda sanitaria. Non ci sono scuse, anche se fosse valido il motivo che ha spinto a parcheggiare quella macchina sulle zebrature. Avrebbero potuto lasciarla ovunque, ma non lì».

Laura, una volta a casa, non è riuscita a tenersi tutto dentro. Si è sfogata anche su Facebook, dopo averlo fatto con i carabinieri e con chi le aveva espresso tutta la sua solidarietà. E, senza ombra di dubbio, ne aveva tutto il diritto.

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