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Olbia

Un megastore per la casa, apertura tra le polemiche

Un megastore per la casa, apertura tra le polemiche

Inaugurato nell’area industriale il brico Ottimax, gigante da 11mila metri quadri I proprietari: «Assunte 85 persone». La Confcommercio: «Un danno per la città»

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OLBIA. L’inaugurazione è in grande stile. Ottimax, “il più grande brico professionale della Sardegna e il primo di una lunga serie in Italia”, come lo definiscono i padri della immensa realtà commerciale che mette in vendita prodotti per la costruzione e la ristrutturazione della casa all’ingrosso e al dettaglio, ha aperto i battenti ieri in zona industriale, vicino al Geovillage. E’ stato assalto vero: perché un bagno di folla ha invaso quegli 11mila metri quadri totali, divisi tra le aree esterne e un edificio su due piani.

Ma nel giorno del debutto (non erano mancate nemmeno in precedenza) ecco puntuali le polemiche e le contestazioni. Comincia Italo Fara, presidente della Confcommercio: «Se una nuova azienda apre nell’area industriale e crea concorrenza alle altre imprese che operano nella stessa area, è un conto. Nettamente diverso è l’impatto sul resto del tessuto commerciale della città: e sta proprio qui il danno. Che è solo il frutto di scelte politiche sbagliate. C’è un esempio, calzante, che può far capire meglio il discorso. Pensiamo a Nottingham, che non è né un piccolo paese ma nemmeno una metropoli. Ebbene, qui le scelte dell’amministrazione sono state ben diverse, seguendo le direttive della Comunità europea: per la grande distribuzione si trovano spazi downtown. Ovvero, dentro la città. Affinché si possa esaltare la funzione di attrazione nel centro urbano dove il tessuto commerciale può trarne soltanto beneficio. Avviene invece l’esatto contrario se una grossa azienda si colloca in aree extraurbane - precisa Fara -. Certo che investire lì conviene a chi decide di intraprendere un’attività. Perché il costo del terreno è dieci volte inferiore al prezzo che si pagherebbe se si acquistasse, tanto per fare un esempio a caso parlando della nostra città, in via Vittorio Veneto. Qualcuno dice che ormai l’Ottimax c’è? L’avverbio ormai per me non esiste».

«Il pessimismo non fa parte del nostro modo di vedere - hanno detto ieri i creatori di Ottimax, frutto di una partnership tra Bricofer Italia spa e Megawatt spa -: questo è il varo della prima nave, ma intendiamo creare una flotta e non ci fermerà nessuno. Il nostro obiettivo è rafforzare la presenza italiana in un mercato prevalentemente controllato da realtà straniere. Cominciando dalla Sardegna ».

Massimo Pulcinelli, presidente di Ottimax, ha ricordato l’azione di solidarietà a favore degli alluvionati («abbiamo donato 500 stufe») e poi ha concentrato il suo intervento sulla sfida: «Noi siamo la soluzione per la crisi perché offriamo prodotti di qualità a basso costo. Olbia ci ha spalancato le porte e ci ha accolto benissimo, la Regione l’altro ieri ci ha dato l’ultima autorizzazione e siamo convinti che questo territorio meriti attenzione. Un’ultima cosa, non certo meno importante. Abbiamo assunto per l’Ottimax di Olbia (tra full time e part time) 85 giovani, 84 dei quali sono sardi e soprattutto galluresi». (s.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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