Parco, il presidente è indagato per falso
Nuovo blitz della guardia di finanza negli uffici dell’ente alla Maddalena: trovati tutti i documenti dati per smarriti
LA MADDALENA. Al terzo blitz negli uffici dell’Ente parco dell’arcipelago maddalenino i finanzieri mettono le mani su quanto cercavano da tempo e che si affermava fosse andato smarrito: il faldone relativo all’appalto tra il Parco e la società cooperativa Naturalia. Uno smarrimento che è costato una incriminazione per falso e soppressione di documenti pubblici al presidente del Parco, Giuseppe Bonanno il quale, poco dopo che i finanziari gli avevano perquisito anche l’abitazione privata, ha ribadito di non aver violato nessun articolo del codice penale.
«Sono sereno e resto, come ho già avuto modo di affermare in passato, a completa disposizione della magistratura – ha detto Giuseppe Bonanno –. Gli atti di gestione come le gare d'appalto sono di competenza dei tecnici, non si tratta di atti di indirizzo politico, per questo ritengo di essere totalmente estraneo alla vicenda. Molto probabilmente la segnalazione che è stata presentata ha attribuito a me competenze che non sono riconducibili alla firma del presidente».
Ma l’inchiesta avviata nell’aprile scorso dalla Procura della Repubblica di Tempio, condotta dal sostituto procuratore Riccardo Rossi e in procinto di passare nella mani del capo degli uffici inquirenti Domenico Fiordalisi, non riguarda solamente la gara d’appalto per il monitoraggio del parco marino dell’arcipelago, ma anche i giustificativi di spesa sostenute dai componenti il consiglio di amministrazione dell’Ente Parco in questi ultimi quattro anni. Documentazione in parte assente, a fronte di rimborsi spese già liquidati e ora in contestazione.
Ieri mattina il blitz della guardia di finanza di Olbia, delegata dalla Procura della Repubblica di Tempio ad effettuare perquisizioni negli uffici dell’Ente parco di via Giulio Cesare e nelle abitazioni private di Giuseppe Bonanno e della responsabile dell'ufficio tecnico dell'aerea protetta, l'architetto Giovannella Urban. Le fiamme gialle si sono presentate negli uffici del Parco poco dopo le otto del mattino chiedendo a tutto il personale di lasciare gli uffici, mentre altri ufficiali di polizia giudiziaria effettuavano le perquisizioni nelle due abitazioni provate.
Le ricerche dei documenti hanno dati, in parte, esito positivo. Il faldone riguardante l’appalto che nel 2010 venne vinto dalla Coop Naturalia è stato rinvenuto in uno scaffale all’interno di una stanza attigua all’ufficio tecnico. Restano da trovare le pezze giustificative per i rimborsi spese sostenute da Giuseppe Bonanno e dal suo staff di collaboratori e membri del consiglio di amministrazione del Parco internazionale delle Bocche di Bonifacio, uno dei siti ambientali più prestigiosi dell’intero Mediterraneo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
