I tassisti di Arzachena: discriminati in aeroporto
L’Enac limita l’accesso alla prima corsia solamente agli autisti di Olbia e Palau Il sindaco Ragnedda: sbagliato penalizzare la clientela degli hotel extralusso
ARZACHENA. Si sentono discriminati, temono che la loro clientela classica, quella che frequenta spiagge e hotel della Costa Smeralda, li abbandoni. Sono i tassisti di Arzachena, che hanno avuto un incontro con il sindaco Alberto Ragnedda per denunciare la situazione venutasi a creare dopo l’ordinanza sull’utilizzo dei parcheggi dell’aeroporto Costa Smeralda emessa il 30 giugno dall’Enac ed entrata in vigore ieri. In base a essa, infatti, solo i taxi autorizzati possono accedere alla prima corsia e far scendere i clienti direttamente davanti all’ingresso dello scalo: e cioè – specifica Giovanni Andrea Fresi, delegato a rappresentare i 26 autisti arzachenesi – solo quelli di Olbia e Palau, che con ilcapoluogo ha firmato una convenzione, possono godere di questa agevolazione.
«Siamo in ventisei – dice Fresi e dalla mezzanotte di oggi (ieri per chi legge, ndr) per decisione dell’Enac, noi non possiamo più accedere alla prima corsia, ma solo alla seconda o ala terza. Una discriminazione bella e buona, perché l’ordinanza favorisce i colleghi di Olbia e Palau e ci vorrebbe costringere a firmare un accordo con i tassisti di Olbia, cosa che non abbiamo alcuna intenzione di fare. Sino a ieri, pagando 67 euro al mese (cosa che già di per sé non ritenevamo equa), avevamo il permesso Enac per accedere alla primacorsia. Ora dovremmo continuare a pagare la stessa cifra, ma per far scendere i nostri clienti in seconda o terza, dove non è possibile nemmmeno effettuare una sosta, specie in questo periodo, visto il traffico. Non ci sembra giusto».
Fresi spiega che la loro clientela tipica è spesso rappresentata da personaggi di alto rango, russi o arabi, che non accetterebbero mai di essere trattati come viaggiatori di serie B e di essere costretti a compiere un tragitto a piedi con valigie al seguito dopo aver soggiornato in un hotel a cinque stelle. «Abbiamo già avuto i primi problemi con i clienti – dice Fresi – , alcuni non volevano scendere dal taxi perché pretendevano di farlo come gli altri trasportati dai colleghi olbiesi e palaesi, davanti all’ingresso. Così si rischia di non vederli tornare e per noi cala il lavoro. Vogliamo offrire un servizio come si deve e a queste condizioni non è possibile: noi non ci limitiamo solo a guidare, in certe situazioni non abbiamo quasi il tempo di farci pagare, figuriamoci (come spesso facciamo con alcune tipologie di clienti, magari anziani o con bagagli pesanti, scendere per dare loro una mano o consentire loro di andare al bancomat. Questo per noi è un servizio a 5 stelle che quei clienti pretendono. E con questi limiti rischiamo di essere presi per abusivi».
Il sindaco Alberto Ragnedda si è impegnato a cercare una mediazione, considerato che i tassisti del suo Comune non intendono accettare accordi che consentirebbero a colleghi di altri Comuni di erodere una fetta della torta rappresentata dal traffico Vip con gli hotel della Costa Smeralda, ovvero la loro fonte di guadagno. «Crediamo che occorra trovare una soluzione – ha detto il primo cittadino di Arzachena – e tenere presenti, oltre alle esigenze dei nostri tassisti, anch quelle di una clientela d’alto bordo fondamentale nell’economia della Gallura».
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