Padrongianus, la nuova vita del parco
Era chiuso dal giorno dell’alluvione, la Provincia ora ha completato i lavori di sistemazione
OLBIA. Le voci dei bambini danno il benvenuto, le canoe sembrano pronte a tuffarsi in acqua. Il polmone verde torna a funzionare dopo un blackout di oltre sette mesi. Il parco fluviale del Padrongianus ha spalancato le sue porte. Martedì scorso ha abbandonato lo status di vittima del 18 novembre ed è tornato a invitare tutti a fare un giro sulla grande giostra di madre natura. «La gente ha sofferto la sua mancanza. Ricevevamo tantissime telefonate, soprattutto in primavera. Ma adesso, per fortuna, siamo nuovamente qui», commenta col sorriso Giuliana Loi, responsabile della gestione per la Provincia, ente che lo aveva istituito.
Il parco del Padrongianus, un simbolo dell’educazione all’ambiente e alla sostenibilità, meta di famiglie e amanti della natura, era stato devastato dall’alluvione, spazzato via da un’ondata di piena che aveva causato danni per 500mila euro e imposto quindi una sofferta chiusura forzata.
Gli interventi. Nonostante le evidenti difficoltà, la Provincia ha lavorato sodo per garantire la riapertura, spendendo circa 70mila euro. In questi mesi si è provveduto a ripristinare gli impianti, a rimuovere materiali e detriti, a mettere in sicurezza i percorsi pedonali e ciclabili e a curare il verde. Inoltre sono state ripristinate le staccionate e sono stati riparati il veicolo fotovoltaico e i giochi per i bambini. «Abbiamo fatto di tutto per aprire questa estate. Stavamo aspettando soltanto i lavori relativi alla recinzione perimetrale – spiega Giuliana Loi -. Certo, non tutto è tornato come prima. Ma abbiamo dato un segnale importante. Gran parte del parco adesso è fruibile. E continueremo a fare il possibile». La Provincia, inoltre, ha riattivato il contratto alla Alea, cioè la cooperativa che gestiva l’oasi prima dell’alluvione.
Il presente. All’interno del parco del Padrongianus, aperto nel 2009 e vasto 33 ettari, adesso si possono nuovamente noleggiare le canoe, per straordinarie escursioni lungo il fiume, e le biciclette, per divertenti pedalate tra i sentieri. Si può accedere al parco giochi e anche partecipare ai tanti laboratori dedicati ai più piccoli, che saranno architettati nelle prossime settimane. Ieri pomeriggio, invece, una famiglia ha addirittura organizzato una festa di compleanno. Il parco fluviale rimarrà aperto al pubblico dal martedì al venerdì dalle 17 alle 20 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 20.
Il ponte crollato. Il parco, però, al momento risulta diviso in due. Infatti è impossibile raggiungere la sponda nord del fiume e i sentieri che conducono al nuraghe Torra. E questo a causa del crollo del ponte di legno che univa le due aree. Dunque si può visitare una sola parte del parco, comunque la più importante, il vero cuore dell’oasi che si affaccia sul Padrongianus. Nei prossimi mesi, però, si potrebbe pensare alla ricostruzione del ponte o studiare una struttura alternativa. Ora, inoltre, sono fuori uso anche i punti di osservazione, pure loro danneggiati dall’alluvione del 18 novembre. (d.b.)
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