Donne maltrattate, altri 4 nuovi casi
Anche in Gallura confermato il dato nazionale: la maggior parte delle vittime minacciate fra le mura domestiche
OLBIA. Quattro casi negli ultimi cinque giorni. La violenza sulle donne diventa quasi un bollettino di guerra quotidiano, in cui i nemici, purtroppo, vivono spesso sotto lo stesso tetto delle vittime. Ultimo in ordine di tempo il caso segnalato ieri dai carabinieri. Dopo le indagini seguite alla segnalazione di un’impiegata di Loiri di 53 anni, i militari hanno denunciato in stato di libertà per i reati di minaccia e maltrattamenti in famiglia il marito della donna, un operaio di 62 anni. L'uomo da tempo minacciava e maltrattava la moglie, diventata oggetto di continue vessazioni da parte del coniuge. Stanca di questa situazione, alla fine, la donna ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine, I carabinieri hanno anche ritirato dall’abitazione dei due, ma solo a scopo cautelativo, un fucile da caccia regolarmente detenuto dal denunciato. Il caso di ieri si somma a quello del giorno precedente, che ha visto protagonisti una giovane donna che, con il suo bambino, è stata allontanata dall’abitazione in cui viveva con il marito, molto più anziano di lei, che la picchiava. Sempre un paio di giorni fa la denuncia di un altra donna, stavolta molto più avanti negli anni rispetto al compagno che, comunque, non le risparmiava le minacce e i maltrattamenti. A metà settimana, un romeno era stato invece arrestato dai carabinieri di Olbia per aver pestato la convivente. All’uomo era già stata assegnata la misura dell’allontanamento dalla sua compagna. Misura che però il romeno non ha assolutamente rispettato.
Tutti questi casi, a conferma dei numeri e delle statistiche impietose in campo locale e nazionale, riguardano violenze perpetrate fra le mura domestiche. La percentuale in Gallura supera il 90 per cento del totale, mentre l’8 per cento riguardano violenze subìte da parte di conoscenti delle donne vittime, e solo il 2 per cento coinvolgono perfetti sconosciuti. Numeri snocciolati dall’Associazione antiviolenza Prospettiva donna che a Olbia e in Gallura, dal 2008 assiste le vittime, le accompagna in un cammino di ritorno a una vita normale. L’Associazione dispone anche di una casa protetta, dove vengono ospitate molte delle donne che, una volta costrette a lasciare la propria abitazione, non sanno dove vivere. Nel 2013 ha trattato circa 200 casi di violenza. «Non bisogna assolutamente abbassare la guardia – ricorda Patrizia Desole, presidente dell’associazione Prospettiva donna –, del resto i casi qui da noi rispecchiano i numeri in campo nazionale. Perché, come dimostra anche quanto successo proprio questa domenica a Perugia, la violenza si sviluppa quasi sempre in famiglia».
Che armi ci sono per combattere questa guerra. Patrizia Desole parla di collaborazione. «Fare rete fra forze dell’ordine, associazione antiviolenza, servizi sociali è importante. E’ proprio grazie a questo lavoro che in Gallura si è riusciti a evitare tragici epiloghi, salvare tante vite umane».
Stalking, ciberstalking, grooming, stanno diventato vocaboli di uso comune. «La violenza sulle donne si è modernizzata – dice ancora la Desole –. I maltrattanti usano internet, i social netwerk, le mail, per perseguitare le loro compagne o ex compagne, oppure, come nel caso del grooming, per adescare giovani ignare. Per questo serve la massima informazione e sensibilizzazione, che devono cominciare per i più giovani, sin dai banchi di scuola». Al Centro Prospettiva donna ci si può rivolgere telefonando al numero nazionale 1522 oppure componendo lo 0789.27466.
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