Arzachena festeggia le 107 primavere della sua nonnina vip
Compleanno tra nipoti e amici per zia Maddalena Orecchioni In centinaia hanno visitato la sua casa per farle gli auguri
INVIATA AD ARZACHENA. Una eleganza antica, impreziosita da un doppio filo di perle al collo. Un sorriso accennato, divertito, lo sguardo vispo, fiero. Zia Maddalena Orecchioni è la vera vip di Arzachena. Per i suoi 107 anni centinaia di persone fanno la fila per farle gli auguri, scattarsi una foto. Lei si presta al gioco da sette anni, da quando i suoi geni buoni l’hanno fatta diventare una delle nonnine più longeve della Sardegna.
Classe 1907. Un secolo sulle spalle, due guerre mondiali, zia Maddalena ha visto il mondo cambiare. Donna di campagna, forgiata dalle fatiche della terra, zia Maddalena nasce nell’agro di Micalosu. Vita nello stazzo per 40 anni. Poi il trasferimento a Lu Signalatu, il matrimonio con Stefano Muzzu. Lui è morto nel 1991. Lei si gode i suoi 107 anni tra i parenti e gli amici. A chi le chiede come si sente risponde: «Come una giovanotta». E accenna un sorriso divertito.
Per tutta la giornata è un via vai di persone nella casa di via Petrarca, in cui vive da 23 anni con la nipote Tomasina, suo marito Piero e la figlia Raimondina. La porta è sempre aperta. È come un pellegrinaggio. Tutti vogliono vedere zia Maddalena, baciare la nonnina che ha trovato l’elisir di lunga vita. «Il segreto – risponde lei ridendo –? Chi comanda, il comandante che sta sù, ha deciso così».
Vita sana, alimentazione sana, qualche meritato vizio. «Mangia 4 formagelle al giorno – racconta la nipote Tomasina –. Le piacciono le patatine fritte e le fragole con lo zucchero. Fino ai 100 anni prendeva una pastiglia per il cuore. Ora nemmeno più quella. Sta bene, parla poco, ma è sempre attenta».
Lo scorso anno zia Maddalena è andata a dormire a mezzanotte e mezzo, dopo una intera giornata di festa. «È contenta quando c’è tanta gente – aggiunge Tomasina –. E il giorno del compleanno non ne manca di sicuro. A volte sono persone che non conosciamo». Anche il sindaco Alberto Ragnedda ha reso omaggio alla nonnina. Per lei il dono di una pergamena in cui l’intera comunità le esprime affetto. In pomeriggio la messa e il rosario con don Luigi, parroco di San Pasquale. E ancora festa fino a sera.
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