Reflui a mare, sequestrato depuratore alla Maddalena: sei indagati

La procura della Repubblica di Tempio indaga per inquinamento a mare. Il depuratore di zona Vaticano sarebbe bloccato da circa un anno e in questo periodo avrebbe scaricato nel porto in un area di pregio

OLBIA. Da un anno il depuratore di zona Vaticano avrebbe scaricato i reflui direttamente nelle acque del porto di La Maddalena, con grave pericolo per la salute pubblica. Per inquinamento ambientale la Procura di Tempio Pausania ha disposto quindi il sequestrato dell'impianto della cittadina dell'arcipelago e ha iscritto finora sei persone nel registro degli indagati: si tratterebbe dei dirigenti del gestore idrico della Sardegna, Abbanoa, della società Acciona Agua, incaricata dei lavori di manutenzione, e dell'Arpas, l'agenzia regionale dell'Ambiente che avrebbe dovuto effettuare i controlli. I sigilli apposti con provvedimento d'urgenza sono scattati oggi a seguito dell'esito delle analisi effettuate da un gruppo di tecnici nominati dal capo della procura Domenico Fiordalisi. Il depuratore di zona Vaticano sarebbe bloccato da circa un anno e in questo periodo di mal funzionamento avrebbe scaricato i reflui nel porto in un area, tra l'altro, di particolare pregio. Il sequestro contiene le prescrizioni per la riattivazione immediata dell'impianto, che serve tutta l'isola di La Maddalena. Il sequestro del depuratore è stato eseguito dalla sezioni di Pg della Guardia Costiera, sotto la supervisione del procuratore Fiordalisi.

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