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Olbia

La nuova vita del centro diurno

La nuova vita del centro diurno

Grazie al contributo della Casagit la Asl ha acquistato gli arredi della struttura devastata dall’alluvione

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OLBIA. La Asl ha acquistato una parte degli arredi del centro diurno di salute mentale, danneggiato dall’alluvione del 18 novembre, grazie al contributo di 10mila euro donato all'Azienda sanitaria locale dalla Casagit, la Cassa autonoma di assistenza dei giornalisti.

«A nome dell'Azienda sanitaria e di tutto il Centro di salute mentale di Olbia – ha riferito ieri il direttore generale Giovanni Antonio Fadda – vorrei ringraziare la Casagit per la generosa offerta che ha consentito di acquistare una cucina componibile e un salotto per arredare i locali del centro diurno, devastato dall'alluvione dello scorso 19 novembre». Il ringraziamento della Asl 2 è stato trasmesso con una nota ufficiale al presidente della Casagit, Daniele Cerrato, e al fiduciario della Sardegna, Giovanni Perrotti. «Grazie al contributo, infatti, è stato possibile acquistare gli arredi dei locali che giornalmente venivano utilizzati dai pazienti che frequentano il centro e si impegnano in attività di reinserimento nella collettività. Un contributo, il vostro, apprezzato dagli operatori sanitari, ma anche dai nostri pazienti e dai loro familiari», ha scritto il direttore generale.

Con il contributo della Casagit la Asl ha potuto acquistare gli arredi della sala cucina e del salotto utilizzati per il progetto "Pasti al centro diurno", che consente al paziente di rendersi autonomo nella pratica della preparazione del pranzo e della sistemazione della cucina, attività di vita quotidiana non sempre di facile esecuzione per le persone seguite dal Csm. Un servizio in funzione ormai da qualche anno e sospeso in seguito all'alluvione del 19 novembre, quando i locali e gli arredi di via Baronia sono stati completamente devastati dal fango e dall'acqua. «Ora, con l'acquisto degli arredi, anche questa attività potrà riprendere», ha aggiunto con soddisfazione il direttore del Csm, Amadeus Ehrhardt. «Tutte le attività del Csm – ha concluso il direttore – e del centro diurno sono volte a tutelare quella fascia di popolazione debole che, purtroppo, non dispone di un ambiente adeguato a sviluppare il proprio potenziale e a recuperare quelle capacità sociali basilari per una vita decorosa. Negli anni, attraverso i nostri progetti terapeutico-riabilitativi, abbiamo visto migliorare la condizione di molti assistiti, per questo riteniamo fondamentale la ripresa dell'attività riabilitativa e terapeutica al centro diurno che ora, con l'acquisto degli arredi, potrà riprendere». (red.ol.)

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