La Nuova Sardegna

Olbia

A giudizio i responsabili della dogana

di Giampiero Cocco
A giudizio i responsabili della dogana

L’accusa: concussione, peculato, contrabbando e truffa. Nei guai anche un manager di Eccelsa e uno spedizioniere

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OLBIA. Sono stati rinviati a giudizio per concussione, peculato, contrabbando aggravato, truffa ai danni dello Stato e turbativa del servizio pubblico i tre funzionari responsabili degli uffici doganali e dell’accoglienza dello scalo per vip dell’aeroporto di Olbia Costa Smeralda. Un quarto indagato, uno spedizioniere di Olbia, è invece accusato di concorso nel reato di contrabbando. A rispondere di quella sfilza di reati davanti al collegio giudicante saranno, nei prossimi mesi, Salvatore Siniscalchi di 60 anni, dirigente dell'ufficio della Dogana di Olbia, il collega Nicola Castagna, nuorese di 32 anni, Francesco Cossu, 51 anni di Olbia, dipendente della Geasar (la società che gestisce lo scalo olbiese) e dirigente dell'Eccelsa Aviation, il terminal dei voli privati dell’aeroporto gallurese, Con loro è stato rinviato a giudizio anche lo spedizioniere Giovanni Fanciulli, il quale è accusato, con Siniscalchi, di concorso in contrabbando. Le accuse nei confronti dei tre funzionari si concretizzarono nel 2013 con l’indagine affidata alla guardia di finanza del sostituto procuratore della Repubblica di Tempio Riccardo Rossi e relativa al trattamento di favore che avrebbero ricevuto, al momento dello sbarco nell’isola, imprenditori e magnati di ogni nazionalità, con predilezione per i russi, i più generosi nel manifestare la riconoscenza per l’accoglienza da vip. Salvatore Siniscalchi finì agli arresti domiciliari mentre il suo collega Nicola Castagna venne temporaneamente sospeso dal servizio. Tutti furuno poi reintegrati nei loro rispettivi incarichi in attesa delle definizione del procedimento penale. Ieri la prima tranche dell’indagine si è conclusa con il rinvio a giudizio dei quattro da parte del gup del tribunale Vincenzo Cristiano, che ha accolto le richieste avanzate dalla pubblica accusa, alla quale si è affiancata l’avvocatura dello Stato, che si è costituita parte civile contro i pubblici funzionari per conto dell’agenzia nazionale delle dogane. I difensori dei quattro, Michele Ponsano e Guido Manca Bitti, Sabato Moschiano e Carlo Selis hanno invece sostenuto la perfetta estraneità dei loro assistiti ad ogni atto illecito contestato nell’ambito del loro ruolo istituzionale.

Una serie di lunghe e articolate arringhe difensive che hanno tenuto impegnate le parti per diverse ore, prima della decisione finale del gup.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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