Maturità, quota 100 solo per cinque
Quasi una rarità le valutazioni superiori al 90. Ai Geometri la media più bassa: i 60 sono stati quasi un terzo
TEMPIO. Pochi “Cento”, quasi tutti, come si diceva una volta, “maturi”, ma tanti voti finali al di sotto delle aspettative.
È questo, in estrema sintesi, il bilancio dell’esame di Stato che, nelle scorse settimane, ha visto impegnati 185 studenti delle scuole superiori della città. In tutto, i “Cento” assegnati sono solo cinque.
Decisamente pochi, soprattutto se il dato generale viene rapportato ai numeri degli anni passati. Ci sono addirittura interi istituti e corsi in cui non è stato dato nemmeno un “Cento” e dove, fra l’altro, le valutazioni superiori al “90” sono quasi una rarità. Basso, fortunatamente, anche il numero degli studenti che non ce l’hanno fatta: in tutto sono tre, due del Liceo Scientifico e uno dei Geometri. Proviamo ad entrare nel dettaglio dei numeri. Questi, innanzitutto, i nomi dei cinque studenti che hanno preso 100: Monica Azzena e Veronica Chiodino (V A Scientifico), Lidia Dibeltulo e Claudio Girleanu (V A Linguistico), Andrea Deiana (V B Ragionieri). Nessuna lode, purtroppo, per impreziosire un risultato comunque molto positivo.
All’Iti, dove il voto più alto è stato un 97, il “primato” è di Fabio Azzena. Identico voto ha preso il suo collega dell’Artistico, Giuseppe Loi. Addolcisce, invece, la pillola di un quadro generale non tanto positivo l’89 ottenuto da Francesco Cossu ai Geometri. È qui che si è registrata la media più bassa con più del 60% degli studenti che hanno riportato un voto inferiore ai 70/100 e dove i 60 sono stati ben dieci, quasi un terzo. Ma i Geometri non sono un’eccezione, ma la conferma di una tendenza generale
. La cifra degli studenti delle scuole superiori di Tempio che ha ottenuto un voto inferiore al 70 è, infatti, pari a poco più del 25%. Dati alla mano, emerge una tendenza singolare, che va facendosi sempre più marcata. La forbice tra valutazioni alte e basse si è allargata oltremodo. Sembrerebbe quasi che, per loro natura, le classi siano costituite da una piccola percentuale di studenti che possono aspirare al massimo e la stragrande maggioranza di quelli che faticheranno ad andare oltre la boa dei 70 punti.
Le valutazioni intermedie sono sempre più rare. Probabilmente il meccanismo che premia gli studenti migliori mette ancor più in luce differenze che potrebbero non essere sempre così evidenti. Sarà questo l’effetto ricercato di un sistema di valutazione che tiene giustamente conto dei primi, sa come stigmatizzare gli “ultimi” e meno si occupa di chi si trova in mezzo al guado?
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