È nata una nuova band, la nota mancante è la voce
TEMPIO. La scena musicale di Tempio si arricchisce con la nascita di una nuova e promettente band. Sono i “Land of Sorrow” (Terra del Sospiro), un nome inglese per un gruppo interamente italiano, in...
TEMPIO. La scena musicale di Tempio si arricchisce con la nascita di una nuova e promettente band. Sono i “Land of Sorrow” (Terra del Sospiro), un nome inglese per un gruppo interamente italiano, in linea con i gusti e le tendenze dei quattro musicisti che ne fanno parte.
Nati nello scorso aprile in seguito alla diaspora dei “Sense of Time”, i “Land of Sorrow”, che hanno debuttato sul palco dell'ultima edizione di "Tempio Rock", sono al momento un quartetto in attesa del pezzo mancante. La struttura di base è più che solida, con la tradizionale impalcatura della rockband (chitarra, batteria e basso) cui si aggiunge il tocco raffinato delle tastiere di Fabrizio Leoni. Manca giusto la ciliegia che completi la torta. «Una voce - spiegano i Land of Sorrow - versatile e possibilmente già con una discreta esperienza per tutti i generi del Metal, sia scream che growl». Chi avesse i requisiti richiesti farebbe bene a non tardare e a concedersi quanto prima un’audizione. Trovata la voce mancante, i “Land of Sorrow” non saranno più solo un gruppo strumentale e il progetto musicale che hanno in testa diventerà realtà. È quello che attende con ansia Mario Spanu, la chitarra del gruppo, con un apprendistato lungo 15 anni, tante collaborazioni e un’ammirazione inesauribile per Allan Holdsworth, “King Crimson”, “Animals as leaders”, “Malmsteen” e i “Memento Waltz”, orgoglio tempiese della scena progressive non solo isolana. Le aspettative di Mario sono condivise anche dagli altri tre membri della band. Uno dei più navigati è Michele Pintus, batterista devoto alla causa dell’ex “Dream Theater” Mike Portnoy, oltre che di Derek Roddy e di Van Williams dei “Nevermore”. “pestare” il ritmo della band, insieme a lui, ci pensa anche Gianluca Accogli, basso il cui sound si è fatto strada tra ascendenze diverse e tanti generi, punk incluso, ma con una predilezione ormai solida per il funky, fusion e progressive rock o metal che sia. L’inclinazione marcatamente progressive della band trova conferma nelle tastiere di Fabrizio Leoni, musicista con studi classici alle spalle e varie collaborazioni, appassionato di sintetizzatori e sperimentazioni. Insomma, un assortimento niente male, cui serve una voce per dare corpo a un sogno e a un progetto dai grandi numeri. (g.pu.)
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