La Nuova Sardegna

Olbia

Il Pronto soccorso in tilt: troppi i codici bianchi

di Serena Lullia

Molti cittadini chiedono assistenza per patologie lievi: eritemi o spine di riccio L’appello del primario: «In casi di questo tipo si deve andare alla guardia medica»

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OLBIA. I codici bianchi e verdi fanno passare giornate nere al Pronto soccorso. Nella sala di attesa del Giovani Paolo II si accumulano decine e decine di pazienti. Spesso con patologie di lievi entità, spine di riccio, punture di zanzara, eritemi solari, che ingolfano il Pronto soccorso. Troppi i codici bianchi e verdi registrati, al punto da spingere la Asl a lanciare un appello. «È necessario un accesso più appropriato alle cure – spiega Attilio Bua, direttore del pronto soccorso –. I codici di lieve entità possono essere gestiti dalle Guardie mediche e da quelle turistiche».

L’appello in cifre. Dal primo gennaio al 14 luglio la struttura del Pronto soccorso ha registrato 19mila 307 accessi con un incremento dell’8,12 per cento delle prestazioni rispetto al 2013. «Degli accessi di questi primi sette mesi – sottolinea Bua –, appena l’1 per cento era un codice rosso, 100 pazienti. Il 31 per cento giallo, parliamo di 6mila 201 pazienti, il 61 per cento verdi e il 7 per cento bianchi, 1287 pazienti. Il nostro pronto soccorso è dimensionato per una popolazione di circa 150mila abitanti. Ma ci troviamo a gestire numeri di gran lunga superiori, in particolare nel periodo estivo, quando le coste galluresi vengono prese d’assalto dai turisti. Si assiste però nel tempo a un incremento di accessi per patologie spesso inappropriate e che non rivestono carattere d’urgenza».

Codici e colori. I casi più gravi sono rossi. Sono quelli per cui il paziente è in pericolo di vita immediato. Il pronto soccorso, avvisato dell’arrivo di un codice di questo colore, si prepara ad accogliere il paziente in sala emergenza. Le attività subiscono così un rallentamento. Il codice giallo viene assegnato ai pazienti con patologie gravi, con alterazione di una o più funzioni vitali. Il codice verde individua urgenze che possono mettersi in fila. Il paziente non è in pericolo di vita e viene assistito dopo i casi più urgenti. C’è poi il codice bianco. Il caso potrebbe essere risolto dal medico di famiglia, dalla guardia medica. Per codici di questo tipo le attese possono essere davvero lunghe. «È opportuno non ricorrere al Pronto soccorso per disturbi di lieve entità – sottolinea il primario Bua –. In questi casi bisogna rivolgersi al medico di medicina generale nelle ore diurne, alla Guardia medica in quelle notturne. Per i turisti ci sono le guardie mediche turistiche. Nella provincia di Olbia-Tempio sono 14»

I tempi della sanità. Un codice bianco attende mediamente 78 minuti prima di essere visitato. Lo scorso anno la media era di un ora e 24 minuti. Per un codice verde l’attesa, dopo il triage, è di 52 minuti contro i 77 del 2013. Un codice giallo ha un tempo di attesa di 21 minuti contro il 28 del passato. «Io e il mio staff facciamo il massimo per poter garantire elevati standard di prestazione – aggiunge Bua –, tanto che, a parità di organico, quest’anno siamo riusciti ad abbassare il tempo medio di attesa di ciascun codice». Lo staff del Pronto soccorso è composto da 14 medici, 21 infermieri, 12 operatori di supporto.

Luglio caldo. Nei primi 15 giorni di luglio sono stati registrati 1970 accessi al Pronto soccorso. Di questi il 70 per cento bianchi e verdi. Anche i dati di lunedì confermano il trend. 157 pazienti: 1 codice rosso, 48 gialli, 98 verdi e 15 bianchi.

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