La stazione ha ripreso a vivere
Ritorna il trenino verde e la Pro loco inaugura un infopoint nella sala che custodisce le tele di Biasi
TEMPIO. La stazione ferroviaria di Tempio, almeno sino a settembre tornerà a vivere. Il merito della “resurrezione”, anche se solo temporaneo e soprattutto molto parziale, lo si deve all’entrata in funzione del trenino verde fra Tempio e Palau ed all’iniziativa del presidente della Pro loco, Tonino Pirrigheddu, che dopo avere vinto la gara d’appalto bandita dall’Arst (proprietaria dell’immobile) è entrato in possesso del piano terra della palazzina centrale, composto da un locale per bar; da una sala d’attesa, sulle cui pareti sono presenti sette tele del grande pittore sassarese Giuseppe Biasi (bisognose di cure ma da sempre ignorate da tutte le amministrazioni) meta anche di turisti e gite scolastiche; e da una biglietteria.
Un infopoint, inaugurato ieri mattina alla presenza di molti anche per il concomitante arrivo del trenino verde, è stato collocato nell’ingresso alla sala d’attesa: fornirà ai fruitori del trenino verde (solitamente stranieri in crociera) e altri turisti occasionali cartine del territorio, informazioni sui luoghi e sui siti da visitare in città.
Ben poca cosa rispetto al potenziale turistico che la città potrebbe offrire se solo si coltivasse la cultura del turismo, tantissimo invece, se si considera il vuoto abissale che Tempio purtroppo presenta per quanto concerne questo tipo di mentalità. A parte l’iniziativa avviata ieri e la cura del Nuraghe Majori, portata avanti caparbiamente ed+ in solitudine dalla società di servizi turistici Balares dell’archeologa Miriam Spano, sul resto è buio totale. I turisti infatti, in città arrivano numerosi ma è solo “una toccata e fuga”. Come... pellegrini oranti, dopo avere attraversato nel degrado il mai nato Parco Grandi, transitano in corso Matteotti, piazza Italia, via Roma superiore e piazza Gallura, poi via velocemente ritornano ai loro pullman, diretti verso altri lidi. Non si può certamente parlare di un turismo appagante dal punto di vista economico. Ecco perché l’iniziativa di Pirrigheddu merita doppiamente una lode.
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