Un’adozione per liberare Jack, il cane amico di Palau
OLBIA. A Palau lo chiamavano tutti Jack. Un meticcio allegro e buono, non dava fastidio a nessuno. Passava le sue giornate nutrendosi di coccole e crocchette che diversi negozianti e cittadini non...
OLBIA. A Palau lo chiamavano tutti Jack. Un meticcio allegro e buono, non dava fastidio a nessuno. Passava le sue giornate nutrendosi di coccole e crocchette che diversi negozianti e cittadini non gli facevano mai mancare. Poi un giorno Jack è sparito. L'hanno cercato ovunque, per giorni. Per fortuna è stato trovato ed è tornato, con la patente di "adottato" nella sua patria, il paese, dalle quali qualcuno aveva deciso di strapparlo per fargli trascorrere il resto della vita in un canile. Merito dell'associazione palaese "Arca di Noè", che ha brillantemente risolto il caso apponendo un'altra bandierina nella sua giovane attività a favore degli animali.
E merito della sensibilità della Lida di Olbia, nel cui canile qualche giorno fa è stato portato un cane, prelevato a Palau su segnalazione fatta alla polizia locale da qualcuno che erroneamente, vedendo un quattro zampe in libertà, pensava così di compiere un bel gesto. È parso subito evidente che non si trattava del classico randagio, affamato e sporco, ma di un animale ben tenuto, pulito e amico di tutti. I volontari olbiesi hanno “postato” su internet la foto e le caratteristiche, ribattezzandolo Venerdì, dal giorno in cui è arrivato a Colcò. Quelli palaesi hanno drizzato le antenne e si sono messi in moto, scoprendo che in paese si cercava un cane sparito: il classico cane di quartiere, benvoluto, nutrito e innocuo. Avantieri il presidente dell'Arca, Giovanni Cattarozzi, è volato a Olbia con una delegazione di volontari e la responsabile della Lida, Cosetta Prontu, sbrigate le pratiche per l'adozione, gli ha consegnato Jack-Venerdì, che si è mostrato felicissimo di lasciare la struttura dove pure è stato trattato amorevolmente. Non è la prima volta che accadono fatti del genere, colpa di turisti o animalisti che si improvvisano "salvatori" e non si rendono conto di condannare gli animali che vorrebbero proteggere. Ma anche chi ha prelevato il cane avrebbe potuto prima chiedere in giro chi se ne curasse. L'Arca in fondo ci ha messo pochi minuti. (apal)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
