Frediani: «La Asl ha favorito Olbia»
Dura accusa del sindaco al direttore generale: «Ha voluto declassare l’ospedale cittadino, la protesta non si ferma»
TEMPIO. «Certe strategie finalizzate al deprezzamento dei servizi forniti dal Paolo Dettori non sono più tollerabili, soprattutto quando a pagarne le conseguenze sono i cittadini». Il parere del sindaco Romeo Frediani a qualche giorno dalla pubblicazione delle nuove gradazioni nell’Asl di Olbia arriva all’indomani del comunicato di Giovanni Antonio Fadda, con cui il direttore della Asl respinge qualsiasi illazione sulla sua partigianeria per Olbia.
Evidentemente non soddisfatto della risposta, Frediani replica dicendo che le «responsabilità per una gradazione che mortifica e quasi condanna alla scomparsa il Paolo Dettori non devono essere individuati nella struttura medico–infermieristica del nosocomio tempiese ma in chi, con sue antiche e nuove decisioni, ha determinato nel tempo le condizioni per rendere la struttura meno produttiva nonostante le sue enormi potenzialità». Un’accusa inequivocabile quindi nei confronti di chi in questi anni non ha certo guardato di buon occhio al Paolo Dettori.
Frediani, che rende noto di avere anche inviato una nota di protesta all’Asl di Olbia, affonda ulteriormente i colpi. «Il direttore generale Giovanni Antonio Fadda - scrive il sindaco nel suo documento - afferma che le valutazione sui servizi sono state fatte “oggettivamente”. Io ritengo invece che siano frutto del solco volutamente creato tra Paolo Dettori e il Giovanni Paolo II. Al di là dell’arida sintesi dei numeri, son valutazioni che non rendono giustizia alla valenza del nosocomio tempiese, costretto da anni ad operare, anche oltre l’ambito di competenza dell’Asl, in continua emergenza. Una emergenza - insiste Frediani - che, guarda caso, è il frutto di un crescente disimpegno a beneficio di altre realtà. Prova significativa di questo sono, ad esempio, i ritardi nella sostituzione dei dirigenti medici e la poca fermezza nel completamento dei lavori nei reparti in cui sono stati tagliati i posti letti funzionali che sono una delle cause principali dell’affanno con cui operano costantemente gli operatori del pronto soccorso».
Sulle accuse dei consiglieri Quargnenti e Pirinu, Frediani afferma che «i problemi non si affrontano sbraitando sui giornali ma con un opera di mediazione».
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