Istituito a Olbia il registro delle coppie di fatto
Via libera dopo l’approvazione del consiglio comunale. Enza Tucconi: «Un segnale fortissimo»
OLBIA. Il primo passo è uno scatto di civiltà. Il Comune adesso sale sull’altare della libertà individuale. Venerdì sera, attorno alle 22.30, il consiglio ha detto sì al registro delle unioni civili. La svolta è importante. E punta finalmente a riconoscere le coppie di fatto: omosessuali e eterosessuali. Enza Tucconi, delegata alle Pari opportunità, ci ha lavorato oltre un anno e adesso può sorridere.
Tutto è filato liscio. Senza intoppi o particolari resistenze. «Abbiamo dato un segnale fortissimo. Non riconoscendo una coppia, allo stesso tempo si annulla anche la persona. Invece ora noi riconosciamo tutti. È un passo molto importante, abbiamo applicato l’articolo 3 della costituzione» commenta soddisfatta Enza Tucconi. Il regolamento, che istituisce e disciplina il registro delle unioni civili, è stato approvato con 18 voti favorevoli e 2 astenuti.
Presente in aula la maggioranza e un solo membro della minoranza, che ha votato sì. Il resto dell’opposizione, invece, aveva già lasciato il consiglio, forse vista l’ora, ma non in segno di protesta contro il registro. La svolta, comunque, ha un significato soprattutto simbolico. E inserisce Olbia nella lunga lista dei Comuni che si sono già espressi a favore del riconoscimento delle coppie di fatto.
«L’iscrizione al registro non riconosce diritti e doveri diversi da quelli previsti dalla legge – spiega Enza Tucconi -. Quindi è uno strumento che ha un valore anche simbolico e che serve a sollecitare il legislatore affinché si esprima in merito. A settembre, comunque, dovrebbe arrivare in parlamento la proposta di Matteo Renzi. L’ho letta e la reputo davvero completa. Sono molto fiduciosa».
L’iscrizione può essere richiesta da due persone maggiorenni, di sesso diverso o dello stesso sesso, di qualsiasi nazionalità, residenti e coabitanti nel comune olbiese. E al momento dell’iscrizione verrà rilasciato un «Attestato di famiglia anagrafica con vincolo affettivo». La disciplina comunale delle unioni civili ha rilevanza esclusivamente amministrativa. Chi si iscrive è equiparato al parente prossimo del compagno o della compagna ed è quindi legittimato ai fini della possibilità di assistenza, ma solamente per quanto riguarda gli atti amministrativi di competenza del Comune e senza produrre effetti in contrasto con le leggi statali e regionali.
Contento della svolta anche Gianni Giovannelli. Il sindaco innanzitutto elogia la maturità della sua maggioranza. «La nostra è una coalizione molto sensibile nonostante le sue diverse anime. Non si imbriglia in preconcetti ideologici e non sposa di certo la politica dello struzzo – commenta Gianni Giovannelli -. Con il registro delle unioni civili abbiamo fatto prevalere il rispetto delle esigenze di tutti. Siamo sempre pronti ad affrontare qualsiasi tema».
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