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Olbia

IL PROGETTO

“Eia”, ragazzi speciali in piscina

“Eia”, ragazzi speciali in piscina

Presentate in un saggio le attività svolte dai diversamente abili

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TEMPIO. Si sono concluse con un saggio dimostrativo le attività svolte dalle persone diversamente abili che hanno frequentato il progetto “E.I.A.”, Entra in acqua, durante la stagione 2013-14. Nato l’anno scorso a Sassari per le disabilità fisiche e sensoriali e portato avanti dall’Asd Progetto AlbatroSS (che si dedica a quelle di tipo intellettivo e relazionale) e dall’Asd Tempio Nuoto, quest’anno “E.I.A.” si è svolto con risultati e soddisfazioni anche in città. Un progetto importante, tenuto da istruttori Fin, Finp (Federazione italiana nuoto paralimpico) e Fisidir (Federazione italiana sportiva disabilità intellettiva e relazionale) e dedicato al nuoto paralimpico nel nord Sardegna. Attraverso l’elemento acqua, con il progetto AlbatroSS si pone in pratica un protocollo in cui lo scopo primario è far acquisire alle persone diversamente abili il pensiero positivo dell’“Io posso”. Tra le problematiche delle diverse patologie, vi è spesso, infatti, l’autoconvinzione di non essere in grado di fare, che si estende anche alle famiglie.

Finalità del progetto è pertanto l’acquisizione di abilità ottenibili, con obiettivi facilmente superabili. Mettere i ragazzi in condizione di confrontarsi con le difficoltà e superarle. Il progetto AlbatroSS, che coinvolge anche la famiglia, lavora in rete con una psicologa a sostegno dell’istruttore e con i diversi centri che operano con i ragazzi. «L’obiettivo principale della piscina comunale - afferma Domenico Bazzu, responsabile della società che la gestisce, insieme a Perfugas - è dare un servizio al territorio, in risposta a quelle che sono le sue esigenze, attraverso attività socio-sanitarie e sportive».

Protagonisti della serata di martedì, davanti a genitori, parenti e curiosi, sono stati sia i ragazzi che hanno un rapporto di uno a uno col proprio istruttore che quelli passati ad attività sportiva agonistica con la Fisidir, reduci dalla conquista del titolo di campioni regionali a squadre. La presentazione delle attività al territorio, con i ragazzi del progetto che nuotavano insieme agli agonisti normodotati, che hanno potuto sperimentare la nuotata al buio e silenziosa (per non vedenti e non udenti) ha dato la possibilità di far capire cosa si prova ad affrontare questo sport con disabilità sensoriali. Il rinfresco finale è stato offerto dalle mamme. (v. ca.)

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