La Nuova Sardegna

Olbia

Lo sfratto è esecutivo: si barrica in casa

Lo sfratto è esecutivo: si barrica in casa

L’ufficiale giudiziario e la polizia nell’abitazione di Pietrino Sanna, l’ex imprenditore di 84 anni rovinato dagli usurai

29 luglio 2014
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OLBIA. «Io da questa casa non vado via». Pietrino Sanna, impresario edile oggi 84enne, dichiarato fallito dal tribunale dopo anni di cause in tribunale, anche ieri lo ha ripetuto all’ufficiale giudiziario che, accompagnato dagli agenti del commissariato di polizia, ha nuovamente bussato alla porta della sua casa di Enas con in mano un’ingiunzione di sfratto con tanto di precetto esecutivo. Sanna ha raccolto tutte le sue forze e si è opposto ancora una volta all’esecuzione dello sfratto, si è rinchiuso in casa e a un certo punto è anche salito sul tetto della sua abitazione. Ancora una volta lo sfratto è stato rinviato.

Anche ieri Pietrino Sanna agitava ricorsi, esposti, sentenze e carte bollate. Da anni si ritiene vittima di una serie di reati per i quali sono stati avviati vari procedimenti, qualcuno chiuso per prescrizione. Una vicenda che va avanti da oltre 25 anni, quando l'uomo acquistò un terreno a Olbia, in via del Piave, nel centro della città, con l'intento di costruirvi un palazzo. Dopo aver ottenuto un mutuo bancario l'impresario scoprì che la persona da cui aveva acquistato il terreno ne era proprietaria soltanto in parte. Così da quel momento è iniziata una vera e propria battaglia legale. Contro tutto e contro tutti, contro le banche e, soprattutto, contro gli usurai che alla fine lo hanno lasciato sul lastrico. Sì perché Pietrino Sanna a Olbia aveva un impero immobiliare con decine e decine di appartamenti e terreni. Poi più nulla, tutto svanito nel nulla. Al posto dei mattoni una montagna di carte bollate e i segni nel collo lasciti dalle mani degli strozzini. A Olbia è stato uno dei pochi imprenditori che hanno denunciato pubblicamente l’usura in città. Una valanga di denunce, tutte archiviate. Persino uno sciopero della fame e un presidi davanti al palazzo comunale. «Mi hanno rovinato, ma a 84 anni continuo a lottare lo stesso», ripete sempre. Adesso è lì in quella casa pignorata e sotto sfratto, a Enas, dove vive con i figli e con la moglie gravemente ammalata di tumore. Una tragedia nella tragedia. Ogni due o tre mesi bussa alla sua porta l’ufficiale giudiziario accompagnato dalla polizia. Sventolano lo sfratto esecutivo, l’ultima pugnalata, ma lui tiene duro: «Io da qui non me ne vado».(red.ol.)

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