Punta Saline, il Demanio sceglie i privati
Beffati il Comune proprietario dell’area e lo Yacht club, l’ufficio rilascia la concessione a una srl che affitta posti barca
OLBIA. Si gioca sullo specchio di mare a ridosso del promontorio di Punta Saline l’ennesima guerra per una concessione demaniale. Da una parte il comune di Olbia, titolare di un’area di 5.000 metri quadrati affacciata sul mare; dall’altra l’Ufficio demanio regionale, con sede a Tempio. Il Comune da tempo ha deliberato di affidare l’area allo Yacht club Olbia che lì realizzerebbe una sede per la propria attività nautica. Per questo ha più volte richiesto all’ufficio regionale la concessione. Il Demanio, invece, ha detto no e tre mesi fa ha preferito rilasciare la concessione a una società privata che noleggia imbarcazioni e affitta posti barca (60 ormeggi in banchina con acqua e corrente elettrica). In pratica, un nuovo porticciolo turistico privato. Per il Comune è una beffa, ma qualcosa ora si muove: il consigliere Pietro Spano (Pd) annuncia una interpellanza al sindaco e prepara un dossier. Amarezza e rabbia anche tra i dirigenti e i soci dello Yacht club Olbia, senza casa e provvisoriamente ospitati a Punta Asfodeli.
Per apprezzare quanta amarezza e quanta rabbia, è però necessario ripercorrere l’intera vicenda, tappa per tappa. Sì, perché si tratta di un classico pasticcio all’italiana, con una concessione demaniale addirittura ereditata in famiglia.
La concessione demaniale originaria di Punta Saline era stata rinnovata per due volte (nel 2005 e nel 2010) dall’Ufficio demanio alla società Marine assistance international srl, settore cantieristica e rimessaggio barche. Sarebbe scaduta nel 2015, ma sempre nel 2010, Piano casa alla mano, la stessa società aveva concordato con il Comune la demolizione del capannone ricovero delle imbarcazioni con il conseguente spostamento della cubatura per fini residenziali (villette d’abitazione) in un altro lotto di sua proprietà, non lontano da Punta Saline, lungo la statale 125. A quel punto, sempre nel 2010, il Comune ha cominciato a chiedere all’Ufficio demanio il rilascio della concessione sul terreno dell’ex cantiere. Da Tempio nessuna risposta. In seguito, sempre Piano casa e convenzione edilizia alla mano, nel 2012 la Marine assistance cedeva la proprietà dell’area. Nel 2013 il consiglio comunale all’unanimità ha deliberato l’affidamento dell’area allo Yacht club Olbia (asociazione sportiva dilettantistica e senza scopo di lucro) per la sua attività velica. Sempre nel 2013 la giunta comunale ha richiesto all’Ufficio demanio la revoca o la decadenza della concessione contesa (ancora nella titolarità della Marine assistance). Richiesta reiterata, in autotutela, nel gennaio 2014. A quel punto l’ufficio di Tempio risponde, ed è una doccia fredda: i motivi di pubblico interesse non sarebbero stati sufficientemente indicati e l’uso prospettato dal Comune non sarebbe diverso da quello della società titolare. Pochi mesi dopo (aprile 2014), la beffa: l’Ufficio demanio autorizza il subingresso nella titolarità della concessione di una nuova società appena costituita, la Marina di Porto San Paolo srl (capitale sociale 100 euro), per effetto della rinuncia della Marine assistance.
La cosa curiosa è che la Marina Porto San Paolo srl e la Marine assistance srl sono rappresentate e formate da persone legate da stretti rapporti di parentela. Non solo: la beffa a danno dei cittadini è resa ancora più evidente dalla pubblicità e dai depliant diffusi in città dove risulta che nella Marina Punta Saline opera una non meglio identificata “Happy diving” che affitta posti barca nella banchina (60 ormeggi con corrente elettrica e acqua dolce, assistenza, sorveglianza, alaggi). In pratica, un porto turistico, non certo previsto nella concessione demaniale.
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