I ricercatori dell’Università sulle tracce dei ricci di mare
OLBIA. Dalla colonia di berta minore a Molara al riccio di mare. L’Area marina protetta soprattutto in questi ultimi anni si è caratterizzata sempre più come laboratorio e fucina di progetti per la...
OLBIA. Dalla colonia di berta minore a Molara al riccio di mare. L’Area marina protetta soprattutto in questi ultimi anni si è caratterizzata sempre più come laboratorio e fucina di progetti per la ricerca scientifica e la sostenibilità ambientale.
Attualmente è oggetto di studio il riccio di mare. L’Università di Sassari (dipartimento di ecologia) sta effettuando un monitoraggio sugli echinodermi per analizzarne il fattore predazione. In Sardegna, infatti, è in corso un vero e proprio saccheggio e in questo campo proprio le aree marine protette svolgono un ruolo di regolazione del sistema che favorisce l’effetto riserva per la fauna e la flora. A Olbia, ad esempio, proprio il prelievo dei ricci di mare è molto controllato e più limitato rispetto a resto dell’isola. In altre parole, il prelievo consentito è attestato su circa un terzo della quota regionale. Cioè l’ambiente ideale per il monitoraggio e lo studio del cosidetto fattore predazione.
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