La Nuova Sardegna

Olbia

Patrimonio immobiliare, il Comune mette ordine

di Enrico Gaviano
Patrimonio immobiliare, il Comune mette ordine

La delibera approvata in consiglio pianifica valorizzazione e alienazione dei beni Ninni Chessa: «Meglio portare tutto sotto il controllo dell’assessorato al Bilancio»

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OLBIA. Nell’ultimo consiglio comunale, fra i vari provvedimenti, è stata anche approvato un piano che prevede gli interventi sul patrimonio immobiliare per riuscire finalmente a valorizzarli oppure, in alcuni casi, a cederli per fare cassa. L’elenco dei beni rappresenta quasi una galleria degli orrori e degli errori compiuti negli anni nella progettazione, costruzione e gestione di alcune opere pubbliche. Si va dal teatro Michelucci, la cattedrale nel deserto sullo specchio d’acqua di Olbia mare, all’’ostello della gioventù, dall’ex mattatoio ai parcheggi interrati di piazza Mercato. Ora c’è l’idea finalmente di avviare una progettazione seria: terminare le opere che sono da completare, trovare il modo di utilizzare quelle che aspettano da tempo di essere svegliate dal sonno, ristrutturare quelle fatiscenti o comunque rovinate dall’incuria. Il tutto potrebbe consentire un recupero di risorse per il Comune, in termini di spazi fruibili per la comunità, o in termini di denaro, in caso di vendita o affidamento in gestione.

Un progetto che piace molto all’assessore al bilancio Ninni Chessa (Pd), che però fa subito una premessa. «E’ fondamentale che questa partita venga gestite in modo centralizzato – dice Chessa –. In questo momento parliamo infatti di beni immobili la cui competenza è sparsa fra diversi assessorati. La vera sfida è centralizzare e poi lavorare per recuperare tutto quello che si può. Se alla fine, riusciremo anche a vendere qualcosa e a far cassa, tanto di guadagnato».

La vendita, però, non è l’unico m odo per rendere questa operazione positiva. «Vendere può andar bene – dice Chessa –, ma perché non pensare ad esempio alla trasformazione di strutture in più unità abitative per poter avere altri appartamenti da concedere nell’edilizia sociale?»

Il Comune si deve muovere con attenzione. «Molti beni – sottolinea Chessa – non sono neppure accatastati, quindi non sono al momento disponibili. Ma c’è bisogno di procedere nella direzione della valorizzazione e dell’acquisizione di nuovi spazi. C’è fame di uffici pubblici periferici in città. Un esempio per tutti, quello del Genio civile. Ora per sbrigare le pratiche occcorre andare a Sassari, noi pensiamo di poter creare un ufficio a Poltu quadu, insieme ad altri. Aspettiamo però, in questo caso, il trasferimento definitivo del bene dalla Regione» .

L’elenco dei beni compresi nel piano alienazioni comprende l’immobile denominato Ex Consorzio Agrario, tra via Genova, via Colombo e via Garibaldi, da destinare a servizi comunali, il rustico fatiscente in località Osseddu, il complesso Case minime, in via Roma, da alienare con diritto di opzione per gli occupanti con procedure di evidenza pubblica e, ancora, l’Ostello della gioventù di Colcò, anche in questo caso da mettere a procedura di evidenza pubblica per servizi di carattere generale anche di origine privata. Per quanto riguarda invece l’elenco dei beni previsti nel piano di valorizzazioni, si parte dall’ex mattatoio di Via Roma, per il quale il supporto di For you Estate consentirà una riqualificazione e un utilizzo come spazio culturale. Quindi i parcheggi di piazza Mercato, che potrebbero essere utilizzati se si avesse la certificazione prevenzione incendi, per il quale occorre spendere 400mila euro. Quindi il fabbricato fatiscente di via Andrea Doria, la vecchia Dogana di Sa Testa, l’edificio ex polveriera in via Fausto Noce, e l’Expo di via delle Terme , che occorre rilanciare e utilizzare più compiutamente. Infine il Teatro Michelucci, il caso più eclatante. Un’opera architettonica di pregio, visto l’autore, che però non sembra poter essere utilizzata. Il comune ha provato tante volte ad affidarlo in gestione. L’ultimo tentativo, un bando di gestione, è naufragato visto che alla scadenza dei termini, il 30 settembre 2013, la gara è andata deserta. Ora si riparte, cercando intanto qualche idea per poter utilizzare la struttura.

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