Da Licia Colò un aiuto per i 200 gatti della Lida
La conduttrice televisiva dona 220 chili di crocchette all’associazione olbiese L’appello di Cosetta Prontu: situazione choc, la sterilizzazione la risolverebbe
OLBIA. Un rapporto nato davanti alle telecamere tv e divenuto un’amicizia vera. È quello tra la Lida di Olbia e Licia Colò, la conduttrice televisiva divenuta un viso familiare grazie a lla notissima trasmissione “Alle falde del Kilimangiaro”, che ha diretto sino a poco tempo fa. Ebbene, la Colò, tramite la sua associazione Animalieanimali.it onlus, ha deciso di aiutare i gatti della struttura gallurese, circa 200, che si aggiungono ai quasi 700 cani del “Rifugio dei fratelli minori” diretto da Cosetta Prontu. «Grazie alla sua sensibilità – dice la Prontu –, al grande amore che nutre per questi meravigliosi felini, ci ha donato 220 chili di cibo secco per i nostri mici. Parte di questo cibo verrà utilizzato anche per i gatti che seguiamo nelle varie colonie di Porto Rotondo (dove abbiamo sterilizzato più di 40 gatti grazie ai fondi di un’associazione tedesca che ha pagato tutte le spese), Murta Maria e San Teodoro. In tutto sono 78 i gatti sterilizzati. Abbiamo distribuito questo cibo anche a famiglie disagiate che hanno problemi a nutrire i loro animali. Grazie dal profondo del cuore».
Cosetta Prontu racconta che tutto cominciò quando la Colò la invitò in tv per parlare di Salvo, un cane tenuto legato col fil di ferro in condizioni terribili e fatto adottare proprio grazie alla trasmissione. «Da allora Licia, che è una grande amante dei gatti, ci haa spesso aiutato grazie al ricavato della vendita di libri sull’argomento. E parlò anche di Brina, la cagnolina sparata sul muso, facendola conoscere parecchio». La responsabile Lida ne approfitta per ricordare la terribile situazione del randagismo in tuto il sud Italia, e la Sardegna non fa eccezione: la gente non fa sterilizzare gli anmali e gli abbandoni diventano un peso enorme per la comunità, oltre a creare situazioni di sofferenza (la maggior parte dei cani passerà la vita dietro le sbarre). «Basterebbe che ogni Comune investisse qualche migliaio di euro in una campagna di sterilizzazione gratuita – dice – che rappresenta un grosso investimento, per risolvere il problema. dove questo viene fatto, nel nord Italia o in Germania (con sanzioni salatissime per i trasgressori), i canili sono vuoti. Occorre un segnale forte, basta che qualcuno cominci».
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