La Nuova Sardegna

Olbia

Punta Saline, concessione da rinnovare

di Enrico Gaviano
Punta Saline, concessione da rinnovare

Il direttore del servizio demanio regionale: «Il diritto, che può essere revocato, è stato trasferito ma scade nel 2015»

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OLBIA. Tocca al direttore del servizio ufficio demanio regionale Giovanni Carta, che è anche il commissario della provincia Olbia-Tempio, intervenire sulla matassa ingarbugliata della concessione a Punta Saline. Una banchina con 60 ormeggi, provvisti di acqua potabile e corrente. Un piccolo porticcioli che il comune vorrebbe affidare allo Yacht club Olbia per la sua attività nautica, dopo aver rilevato l’area retrostante, ma che per ora è nelle mani di un concessionario. Alcuni giorni fa era scoppiato il caso, con un consigliere comunale, Pietro Spano del Pd, che sta presentando un’interrogazione. Secondo il comune l’ufficio demanio, invece che passare la concessione al comune stesso, l’aveva rilasciata a un altro privato. Ed è qui che interviene Giovanni Carta. «La precisazione è d’obbligo – dice il dirigente –. Noi non abbiamo rilasciato alcuna nuova concessione. Si è trattato semplicemente della vecchia concessione che è stata spostata a un nuovo soggetto. Tutto previsto dalla legge, che stabilisce come si possa fare una voltura, previo nostro assenso. Il diniego, eventuale, deve avere una motivazione. Dunque noi abbiamo semplicemente eseguito quanto stabilito dalla normativa vigente. Ma quella concessione è sempre la stessa che scade nel 2015».

I problemi nascono però dal fatto che i nuovi concessionari della Marina Porto San Paolo srl hanno chiesto la proroga della concessione sino al 2020. «Una proroga che spetterebbe a quella società e che è raccomandata anche dalle linee guida della regione nella redazione dei piani di utilizzo dei litorali. A meno che non ci sia una revoca. Noi ne stiamo facendo diverse, come a Palau, a alla Maddalena, dove si sta realizzando un waterfront».

E a Olbia, cosa si può fare? «La revoca può essere fatta ugualmente – dice ancora Giovanni Carta –. Ma non basta la documentazione che abbiamo ricevuto, che è semplicemente uno stralcio del Pul che deve essere ancora approvato definitivamente. Serve, invece, un progetto definito del comune che sottolinei quali sono le sue intenzioni su quell’area: un’opera pubblica o un servizio pubblico, insomma. A quel punto il comune deciderà cosa fare, ma dovrebbe sempre passare attraverso un bando di evidenza pubblica».

Carta insomma, non pensa che le cose siano già definite in un senso o nell’altro. «La procedura non è conclusa. Presto faremo un incontro, che abbiamo richiesto, con i rappresentanti dell’amministrazione comunale per vedere quali possibilità ci sono per un passaggio della concessione».

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