Sfregiata una foto donata al Comune, scoppia un caso
È un’opera esposta nell’ufficio turistico di piazza Mercato I gestori: «Il fatto durante una mostra di pezzi di ricambio»
TEMPIO. Una foto artistica, proveniente da una mostra sul Mare del fotografo Maurizio Mandarino, esposta nell’Ufficio Turistico di Piazza Mercato, patrimonio artistico del Comune, cui tre anni fa era stata donata, è stata irrimediabilmente sfregiata, qualche settima fa, durante una mostra di pezzi di ricambio di automobili.
A rendere noto l’incredibile episodio di noncuranza da una parte e di maleducazione dall’altra è stato Patrizio Saba, presidente dall'Assemblea dei Giovani Imprenditori Confcommercio della Gallura.
«Nell'anno 2011 il Centro commerciale naturale “Commercio Duemila”, di cui ero presidente - spiega Saba - gestì l'Ufficio turistico comunale di Piazza Mercato. Nel prendere possesso dei locali effettuammo con un funzionario del Comune l’inventario di legge per verificare lo stato dei luoghi, gli arredi e i corredi di cui i locali dell’Ufficio turistico erano dotati. Operazione, peraltro, ripetuta quando la nostra gestione giunse al termine. In quell’occasione tra le attività proposte per rendere piacevole la permanenza dei turisti all’interno dei locali, decidemmo come Commercio 2000 di adornare i locali con opere fotografiche ritraenti panorami del territorio gallurese di diversi artisti. Uno di questi, Maurizio Mandarino, al termine della nostra gestione, lasciò in omaggio a Commercio 2000 alcune sue opere che a nostra volta decidemmo di regalare all'assessorato al Turismo con lo scopo di continuare ad arredare gli stessi locali».
«A distanza di tre anni da quella donazione, la struttura, alcune settimane fa, è stata messa a disposizione per una mostra di pezzi di ricambio di automobili - continua Saba -. Una di queste opere ritraenti un bellissimo paesaggio marino, di 80 centimetri per un metro e mezzo, è stata incredibilmente utilizzata per forgiarci all'interno la sagoma di una Fiat 500 nella quale farsi fotografare. Ritengo che il gesto sia un atto di grave maleducazione di totale mancanza di buon senso. Quella foto infatti era un bene pubblico di cui l’autore del gesto non poteva appropriarsi. Credo che chi si è reso protagonista di questa bassezza debba chiedere scusa alla città e al fotografo. Credo anche che l'amministrazione comunale dovrebbe però avere ed imporre regole rigide per chi richiede l'utilizzo degli spazi pubblici. Questo per evitare che possa disperdersi un patrimonio pubblico o che dei locali se ne possa fare un uso assolutamente privato ed egoistico».
Sconcertato anche l’autore della foto che, informato dell’accaduto nella città dove adesso abita ed esercita la sua arte di fotografo, non riesce a darsi una spiegazione. «Mi lascia perplesso - dice Maurizio Mandarino - oltre che lo sfregio di un’opera irripetibile, l’incuria di chi doveva custodirla e proteggerla. Oltre l’opera, è stato sfregiato il mio impegno artistico e il mio atto di donazione. Peccato».
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