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Olbia

Spano contesta il demanio: «Sbaglia su Punta Saline»

Spano contesta il demanio: «Sbaglia su Punta Saline»

Il consigliere comunale del Pd continua la sua battaglia sulla concessione: «L’ufficio diretto da Carta deve correggere il deliberato che proroga i termini»

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OLBIA. Non si spegne manco per idea la polemica riguardante la concessione a punta saline, che il comune reclama per poterla affidare allo Yacht club Olbia e l’ufficio regionale del demanio. Il direttore di questo ufficio, Giovanni Carta, che è anche commissario della Provincia olbia Tempio ha invitato nei giorni scorsi il comune di Olbia a presentare un progetto per l’utilizzo dell’area demaniale, in modo da poter procedere a un’eventuale passaggio di concessione dal privato che ora gestisce, sino almeno il 2015 il pontile di Punta Saline. Replica subito Pietro Spano, consigliere comunale del Pd e impegnato da alcuni anni in questa battaglia. «L'intervento del direttore dell'ufficio demanio o meglio la risposta di Giovanni Carta mi lascia assolutamente insoddisfatto, di fatto rispetto alle doverose contestazioni mosse dal Comune non e' ancora pervenuta una sola risposta concreta a precisa domanda. Si rileva anzi la richiesta , se pur legittima che, ai fini dell'ottenimento di una concessione demaniale in disuso da tre anni ( prima istanza nel 2010 a cantiere dismesso ) , non essendo sufficiente il deliberato di una giunta e del consiglio comunale di una delle più importanti città della sardegna a motivare la pubblica utilita' , occorra una documentazione progettuale a corredo».

Che sarebbe una comprensibile richiesta per Spano. Ma altrettanto legittimamente –prosegue – mi chiedo allora quale progetto abbia accompagnato la richiesta di sub ingresso della new.co. sulla concessione in oggetto ed alla quale nel 2014 la proprietà dell'oramai dismesso cantiere nautico ha rinunciato a proprio favore e , per quale motivo , prima dell'assegnazione, il comune non sia stato coinvolto in quanto ente interessato all'ottenimento. Una Concessione nata negli anni 90 per scopi di tipo cantieristico e non turistico ricreativi ( il codice della navigazione fa opportuna differenza) ed erroneamente prorogata per scopi ben diversi».

Pietro Spano ora si chiede

perché dopo la dismissione del cantiere, la concessione non sia decaduta ed abbia invece "galleggiato " per anni senza motivo effettivo di esistere. «Non dimentichiamo che quell'attivita' produttiva – sottolinea – ha cambiato tipologia di lavoro e area di riferimento grazie al piano casa , per decisione propria. C'è da chiedersi per quale imprecisato motivo si nega la concessione ad un comune , così come e' successo nel 2010, sostenendo che nella domanda non vengono palesate le motivazioni di pubblica utilità ed indicando il sub ingresso come unico metodo di fruibilità, salvo poi concederlo a vantaggio di un privato che arriva 4 anni dopo l'amministrazione».

«Il codice della navigazione sull'attribuzione di concessioni in caso di diverse domande parla chiaro" precedenza al rispetto e salvaguardia degli aspetti ambientali ed alla pubblica utilita'". Ed altrettanto chiaramente si esprime nel 2005 il consiglio di stato. Prendo atto – conclude Spano – che ci sarà a breve un incontro tra demanio e comune, questa è cosa buona e giusta. Ma Per quel che riguarda me , il Pd di Oolbia, buona parte dei consiglieri comunali e i cittadini che rappresento , mi sento in diritto e dovere di sostenere che o il demanio in autotutela provvederà a correggere il proprio deliberato o in alternativa entro pochi giorni chiederò agli enti preposti di fare chiarezza».

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