Nuchis, parte il restauro del santuario del ’500
Appaltati i lavori per il restyling della chiesa dei santi Cosma e Damiano Finanziamento della Cei e della Regione, le opere terminate in un anno
TEMPIO. Sono stati appaltati ieri a Nuchis i lavori per il restauro dell’antico e veneratoSantuario del 1529 dedicato ai Santi Cosma e Damiano, medici, martirizzati con la decapitazione sotto l’impero di Diocleziano, come racconta anche un grande affresco sulla parete sinistra della chiesa, realizzato nel 1945 dal pittore Carlo Armani, di stanza a Nuchis durante il suo servizio militare. Ad aggiudicarsi i lavori per un importo di 800 mila euro (180 provenienti da un vecchissimo finanziamento regionale e 120 dalla Cei, Conferenza episcopale italiana) è stata l’impresa Mario Loddo di Desulo che accantiererà i lavori a fine settembre dopo la festa dei due santi martiri. I lavori che partiranno subito dopo, dovrebbero terminare entro circa 10-11 mesi. In tempo quindi, nel 2015, per dare la possibilità al paese e ai numerosi pellegrini provenienti da ogni parte della Sardegna di tornare a celebrare la festa all’interno del santuario e non raminghi per altri edifici.
Di diversa natura ma tutti di fondamentale importanza, per la conservazione del tempio, gli interventi previsti nel progetto. Dovrà essere rifatto ex novo il tetto, pericolante, appesantito dal terriccio e devastato dall’umidità. Le mura invece, anch’esse madide di umidità che penetra dal terreno, verranno messe in sicurezza mediante la creazione di un profondo drenaggio e di un marciapiede lungo tutto il perimetro dell’edificio. All’interno sarà totalmente rifatto il pavimento, e poi la cantoria che sovrasta l’ingresso e rimessi in sicurezza tutti gli intonaci cadenti. Un restyling in grande stile insomma al quale la piccola frazione di Nuchis guarda con grande interesse e che tutto il paese attende con ansia.
A farsi interprete di questa attesa è Aurora Careddu, consigliere comunale del Pd.
«Oggi - dice Aurora Careddu - sono moderatamente contenta perché vedo riconosciuto finalmente un nostro diritto. Sarò tranquilla però solo quando i lavori saranno finiti e quando vedrò il vescovo entrare in chiesa per benedirla e restituirla al culto dei fedeli».
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