La Nuova Sardegna

Olbia

Black-out nel quartiere alluvionato

di Serena Lullia
Black-out nel quartiere alluvionato

Un escavatore trancia il cavo elettrico: per decine di famiglie in fumo gli elettrodomestici frutto delle donazioni

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OLBIA. Un maldestro colpo di benna su un cavo elettrico interrato lascia senza luce e acqua una fetta di Isticcadeddu per cinque ore. Nel cuore del quartiere devastato dall’alluvione, le famiglie che hanno vissuto l’apocalisse del 18 novembre, perdono decine di elettrodomestici. Bruciati, sciolti dallo sbalzo di corrente. Televisori, forni, lavatrici, molti dei quali frutto della generosità. Altri comprati con sacrificio nella fase di ricostruzione delle case devastate.

L’incidente. Nel piazzale sterrato all’incrocio tra via Severino e via Morgagni un escavatore buca il terreno alla ricerca di una perdita d’acqua. Una ditta esterna è stata incaricata da Abbanoa di trovare la causa dei continui allagamenti. Il mezzo meccanico aggancia l’unico cavo elettrico che si trova in quel fazzoletto di terra. Reazione a catena. Lo sbalzo di corrente lascia senza luce cinque vie, una ventina di famiglie, danneggia due pali. Decine di elettrodomestici alal fine della giornata prenderanno la strada della discarica. E al momento non ci sono certezze del risarcimento dei danni.

Le testimonianze. Maurella Gerevini è una signora di 74 anni, capelli d’argento, lo sguardo triste. Emiliana di origine, aa anni vive in via Mogherini con il marito. L’alluvione del 18 novembre ha spazzato via tutto quello che aveva nella casa. Divani, tavoli, pezzi di vita. Solo la statuetta di Padre Pio all’ingresso è rimasta a proteggere la casa. Il ricordo di quel giorno è così vivo che la signora Maurella non trattiene le lacrime. «Dobbiamo sistemare i danni di Cleopatra e ora perdiamo anche gli elettrodomestici – racconta tra le lacrime –. Non ce la facciamo più ad affrontare tutto questo. Ero seduta sul divano e leggevo una rivista di cucina. La schermata della televisione accesa compariva e scompariva, come a intermittenza. Poi ho sentito un rumore forte, come se il vicino stesse usando il martello contro la parete. Era il motore del frigorifero. Molti elettrodomestici si sono guastati. Alcuni li avevano comprati dopo che l’alluvione ci aveva portato via ogni cosa».

In casa di Marco Manca, alla fine di via Mogherini, hanno preso fuoco anche le prese. Bruciate dalla corrente a 380 volt sparata nelle case. L’abitazione di Manca è finita sotto un metro di acqua il 18 novembre. Ancora oggi, con la moglie e il figlio, inseguono la normalità. «Eravamo in camera da letto per un riposino pomeridiano quando abbiamo sentito le prese elettriche scoppiare – afferma –. Siamo andati in cucina e abbiamo sentito dei forti botti arrivare dagli elettrodomestici. Pc, forno, lavatrice. Tutti andati. Non è possibile affrontare anche questa situazione dopo il 18 novembre. Non riusciamo a riprenderci che succede di nuovo qualcosa».

Pronto intervento. Nel piazzale in cui il cavo elettrico è stato tranciato sono arrivati gli agenti della polizia locale. Un intervento necessario per sedare gli animi, surriscaldati non solo dalle temperature. La squadra dell’Enel è intervenuta verso le 17 e ha riparato il cavo. La luce è stata ripristinata solo in tarda serata.

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