La Nuova Sardegna

Olbia

Festa del Limbara: assalto alla montagna con migliaia di turisti

di Angelo Mavuli
Festa del Limbara: assalto alla montagna con migliaia di turisti

Pieno di consensi per la tre giorni organizzata dalla Pro Loco L’assessore Luciano: «Una risorsa dalle grandi potenzialità»

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TEMPIO. La Festa della Montagna, organizzata dalla Proloco di Tonino Pirrigheddu e dai suoi volontari, al termine di una impegnativa tre giorni, ha trovato il plauso unanime della città e dei numerosi turisti che hanno scelto il parco di Vallicciola, sul Monte Limbara come meta del loro Ferragosto. «La manifestazione – dice Alessandra Speroni di Busto Arsizio in ferie con la sua famiglia in Gallura – è stata splendida. I miei complimenti vanno ovviamente agli organizzatori, ma anche ai tantissimi turisti e ai locali, tutti molti cordiali e socievoli. Davvero una bella iniziativa». Sulla stessa lunghezza d’onda tantissimi altri gitanti. A questi complimenti si aggiungono anche quelli di Nicola Luciano, che interviene in qualità di assessore alle Attività produttive. L’amministratore manifesta però qualche rammarico, non per la festa ovviamente, ma per le potenzialità inutilizzate del Limbara che la Festa della Montagna ha messo in evidenza. «Mi complimento con la Proloco, ma non posso fare a meno, invece, di palesare il mio profondo rammarico nel vedere la nostra montagna “vivere” per soli due giorni all’anno – commenta –. Quando invece potrebbe essere vivibile e remunerativa in ogni stagione. Ritengo sia giunto il momento di agire concretamente». Luciano entra subito nel merito. «In questi giorni – , racconta – mi sono recato più volte, con dei tecnici nell’ex base Usaf. Subito dopo le ferie agostane informerò il sindaco delle risultanze di questi sopralluoghi operativi e chiederò ufficialmente all’esecutivo un impegno preciso per lo smantellamento totale. So per certo che la cosa è fattibile, senza neanche le fantomatiche e paventate spese». Un’altra potenzialità ignorata, secondo Luciano, è il Parco dei Mufloni, inseriti diversi anni fa con 14 capi e che oggi conta già 47 esemplari. «Se non si assumono decisioni concrete, – avverte l’assessore che qualche giorno fa ha visitato il sito con Roberto Serra, veterinario dell’Ente Foreste da anni impegnata nel prendersi cura della mandria – si rischia seriamente di vedere gli animali trasferiti altrove».

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