Boe di fine stagione per evitare l’assalto di Cala Garibaldi
La Maddalena, dopo le polemiche sistemati i cavi tarozzati Per tutta l’estate interventi quotidiani della capitaneria
LA MADDALENA. Cala Garibaldi non è più terra di nessuno. Da qualche giorno è protetta dai cavi tarozzati, sistemati dal Parco dopo la richiesta d'urgenza della capitaneria. La spiaggia su cui si crogiolavano gli ospiti del Club med, prima che finisse la sua carriera di regno delle vacanze, fino a qualche giorno fa è stata presa d'assalto da diportisti poco rispettosi delle regole. Con le loro imbarcazioni erano soliti entrare all'interno dello specchio di mare spingendosi ben oltre i 200 metri consentiti dall'ordinanza balneare. «Durante l'estate sono stati giornalieri gli interventi della Guardia costiera di La Maddalena a Cala Garibaldi per allontanare le imbarcazioni da diporto che si avvicinavano eccessivamente alla spiaggia, mettendo in pericolo la sicurezza dei bagnanti – spiega l il comandante della capitaneria di porto, Alessandro Petri –. Nei casi più gravi abbiamo provveduto a sanzionare i più indisciplinati per la violazione dell'ordinanza balneare che prescrive il divieto di navigazione e sosta entro i 200 metri dalle spiagge frequentate da bagnanti». Consapevole però che solo i cavi tarozzati costituiscono un semaforo rosso per i diportisti Petri aveva chiesti sin dal mese di giugno il posizionamento dei cavi. Ma il Parco, impegnato a posizionare le boe di protezione in tutto l' arcipelago, aveva esaurito i cavi. A causa di alcuni atti vandalici perpetrati a inizio stagione, aveva esaurito anche le scorte dei materiali. «Con uno sforzo straordinario – conclude Petri – l'ufficio Ambiente del Parco, su richiesta della Capitaneria, è riuscito a trovare ulteriori boe di segnalazione che pertanto sono state posizionate nei giorni scorsi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
