Infrazioni, calma piatta: in mare viaggia la legalità
In due mesi di controlli a tappeto sono stati sanzionati soltanto 12 diportisti Calato il numero delle imbarcazioni a giugno e luglio. Resistono i maxi yacht
OLBIA. La motovedetta Cp 2116 è pronta per la sua nuova e quotidiana missione: la perlustrazione e il controllo in mare. Una barca di quasi 6 metri viene fermata pochi minuti dopo l’inizio dell’attività: il proprietario fornisce i documenti e mostra l’attrezzatura che si deve tenere a bordo (come l’estintore o il salvagente) all’equipaggio della guardia costiera. Non c’è nulla che non vada. E il diportista può sistemare sul suo scafo il bollino blu. Una “garanzia” di ordine e rispetto delle norme che gli consentirà di evitare (sino alla prossima stagione) lo stesso tipo di controllo.
Non passa nemmeno un quarto d’ora, e l’equipaggio della motovedetta blocca un maxi yacht battente bandiera inglese. Il comandante (italiano), porge i documenti e anche in questo caso risulta tutto a posto.
Insomma, la regolarità viaggia per mare. Sì, perché quest’anno, anche se è stata una stagione un po’ anomala e poco trafficata, il numero delle infrazioni registrate dal 23 giugno al 21 agosto solo dalla capitaneria di porto di Olbia è stato davvero ridottissimo: dodici. Sette delle quali per mancanza a bordo dei documenti prescritti e per aver invaso la zona riservata alla balneazione e 5 per occupazione di spazio demaniale. Tutto qui.
Lo scorso anno, a fine stagione, le stesse violazioni registrate dagli uomini dalla guardia costiera erano state quasi 250.
«I motivi di questa svolta in positivo sono diversi - spiega Antonello Piras, responsabile relazioni esterne della Direzione marittima di Olbia -, ma una cosa è certa: chi va per mare è più responsabile e attento rispetto al passato e non si fa cogliere in fallo. Le campagne di sensibilizzazione sono dunque servite e questi sono i risultati. C’è anche da dire, però, che quest’anno hanno influito pesantemente sia la crisi economica che il maltempo. A giugno e luglio c’è stato un calo vertiginoso delle imbarcazioni in mare, ma noi abbiamo comunque intensificato il numero dei controlli. Poi l’”esplosione” improvvisa, concentrata nella settimana precedente e in quella successiva al Ferragosto. E’ solo in questo periodo, infatti, che c’è stata un’invasione di barche, soprattutto di maxi yacht».
Un esempio per capire: a Spalmatore, a giugno e luglio, si potevano trovare al massimo 10 barche, in questi giorni anche 70 tutte insieme.
La motovedetta Cp 2016 viene destinata dalla guardia costiera principalmente per eseguire i controlli nell’area marina protetta di Tavolara, ma la Direzione marittima del Nord Sardegna ha la giurisdizione su circa 1000 chilometri di costa che si estendono da Capo di Monte Santu, ad est, sino a Porto Tangone, a ovest. Lungo tale fascia costiera , sono presenti 3 capitanerie di porto (Olbia, Porto Torres e La Maddalena), due uffici circondariali marittimi (Alghero e Golfo Aranci), sei uffici locali marittimi e tre delegazioni di spiaggia.
Per quanto riguarda i risultati ottenuti dalla capitaneria di porto di Olbia, sempre dal 23 giugno al 21 agosto scorsi, sono state soccorse e tratte in salvo 61 persone (149 lo scorso anno), mentre i controlli a mare sono stati 1521 (contro i 2063 nel 2013 a fine stagione). Numeri a cui si aggiungono, come detto, le pochissime infrazioni accertate durante i controlli a mare.
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