Cannas all’Anas: alt ai diserbanti ai bordi delle strade

TEMPIO. L’erba del vicino è sempre più verde, ma se quella che ti cresce in casa fosse meno rigogliosa non sarebbe una disdetta. È quello che in un certo senso deve aver pensato Gianpiero Cannas,...

TEMPIO. L’erba del vicino è sempre più verde, ma se quella che ti cresce in casa fosse meno rigogliosa non sarebbe una disdetta. È quello che in un certo senso deve aver pensato Gianpiero Cannas, segretario federale di Prc, che ha preso posizione sul grande uso di erbicidi che caratterizzerebbe il lavoro delle squadre dell’Anas in una parte dell’isola. In questo caso, il nord, dove l’impiego di diserbanti sembra una prassi molto diffusa.

«Non si riesce a capire - scrive Cannas, in un documento firmato - perché, viaggiando per Cagliari, lungo la Carlo Felice, ci si rende conto che la pratica di avvelenare le cunette viene utilizzata solo nel tratto di competenza dell’Anas di Sassari, mentre, più a sud di Macomer, le cunette ridiventano verdi, nelle stagioni piovose, e di colore giallo, nel periodo siccitoso. Ciò avviene poiché, in quel tratto, gli operai incaricati, con moderni trattori stradali, debitamente attrezzati, compiono il lavoro dello sfalcio delle erbe, dei cespugli e dei rami degli alberi che debordano sulla carreggiata». Ecco, allora, la domanda che chiama in causa chi, più di altri, dovrebbe farsi carico della situazione: «E’ possibile che il territorio del nord Sardegna venga sottoposto a sperimentazione per vedere l’effetto che fa? O forse gli amministratori dei tanti Comuni percorsi da strade statali rimangono indifferenti al problema della salute pubblica?» Cannas riconosce, comunque, gli sforzi compiuti dal Comune di Tempio, che, un anno fa, licenziò un documento con cui chiedeva all’Anas di non usare diserbanti lungo i bordi delle sue strade. Una richiesta che sembrerebbe essere rimasta inascoltata, visto che, come sostiene ironicamente Cannas, “evidentemente impressionati da simile richiesta, i dirigenti dell’Anas hanno proseguito ad avvalersi della pratica di irrorare veleno lungo le decine di chilometri di cunette che delimitano le strade statali dell’alta Gallura». Ciò risulterebbe evidente nelle statali che collegano Tempio a Calangianus, Palau, Sassari e Oschiri, che, come viene ricordato nel documento di Prc, rientrano per lunghi tratti nei compluvi che riversano l’acqua piovana nei bacini imbriferi del Liscia, del Goghinas e di Casteldoria, laghi artificiali utilizzati come riserva di acqua dolce per i paesi del nord Sardegna. Cannas mette nel conto anche la cronica maleducazione di molti automobilisti, avvezzi ad abbandonare rifiuti lungo le cunette. Ma questo atto, che andrebbe sanzionato, non può diventare un alibi per l’Anas, la cui azione «si limita a spargere veleni e a risparmiare, anziché contribuire al mantenimento dell’ambiente con pratiche ecosostenibili». (g.pu)

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