Concorso per notai, diffuso l’elenco dei candidati con “santi” e giudizi: «Carina», «Fenomeno» – Bufera sulle prove 2024
Il file è stato pubblicato per errore sul sito del Consiglio nazionale del notariato. Il documento è sparito in pochi minuti, ma ormai circolava già.
Roma «Fenomeno», «genio?», «candidato garibaldino». E ancora: «graziato sul commerciale», «salvato sul civile», fino alla nota «carina», che per molti è la più detonante perché sembra evocare un riconoscimento dell’identità oltre il merito. Sono alcune delle annotazioni comparse accanto ai nomi dei candidati notai che hanno superato gli scritti svolti nel novembre 2024 e che, secondo il calendario atteso, dovrebbero affrontare gli orali nelle prossime settimane.
Il caso nasce da un errore di pubblicazione: ieri, 19 febbraio, sul sito del Consiglio nazionale del notariato è comparso per pochi minuti un file (in formato Excel, scaricato poi anche in Pdf) che appariva costruito per l’uso interno della commissione d’esame. La rimozione è stata quasi immediata, ma non abbastanza: diversi candidati hanno scaricato il documento e gli screenshot hanno iniziato a circolare rapidamente tra chat, blog e social, alimentando polemiche e annunci di ricorsi.
A rendere più pesante la vicenda è il contesto: le prove scritte dovrebbero essere valutate in modo sostanzialmente anonimo grazie al sistema delle buste separate, con una commissione nominata dal ministero della Giustizia e composta da 6 docenti universitari, 9 magistrati e 9 notai. Proprio per questo, la presenza di appunti che sembrano “personalizzare” i profili — tra ironie, giudizi di favore e riferimenti considerati sessisti o comunque inopportuni — ha sollevato lo sconcerto di parte dei partecipanti.
Nel file, infatti, compaiono formule che richiamano un margine di discrezionalità difficilmente conciliabile con l’idea di correzione oggettiva: c’è chi risulta «graziato sul commerciale» o «salvato sul civile». Altrove affiorano etichette dubitative o sarcastiche come «Genio?» e «Fenomeno???». Tra le righe spunta anche una frase che ha acceso ulteriori reazioni: un candidato sarebbe «uomo» per «Carmelo» ma «donna» per chi ha scritto l’appunto.
Accanto ai giudizi, un altro elemento ha dato corpo ai sospetti: l’associazione di alcuni candidati a nomi in codice ispirati ai santi e a ricorrenze religiose. Nel documento compaiono, tra gli altri, san Mattia Apostolo, san Pancrazio, san Filippo Neri, santa Matilde di Hackeborn, “santa Caterina di Svezia”, “sant’Emanuele”, “san Beniamino”, “san Giovanni Battista de la Salle”, “san Bernadette Soubirous”, oltre a voci come “Annunciazione del Signore” ripetute più volte. C’è anche un candidato indicato come lombardo che risulterebbe coperto dalla protezione di un “Papa”.
È qui che si innesta l’ipotesi più discussa tra gli esclusi e tra chi teme irregolarità: che quei “santi” non siano soltanto un codice qualsiasi, ma rimandino a referenti, “padrini” o segnalazioni di peso nel mondo professionale e politico. Un sospetto rafforzato, per chi lo sostiene, anche da annotazioni laterali meno solenni, come «Sciopero e cena a Enoteca Corsi», che nel tam tam online è diventata il simbolo di possibili relazioni e dinamiche extra-esame.
Sul piano dei numeri, nel concorso erano previsti 400 posti, ma secondo quanto risulta dal testo circolato, i posti assegnati dopo gli scritti sarebbero stati poco più della metà. Ora l’attenzione si sposta su due fronti: capire chi abbia redatto il file e perché contenesse appunti di quel tipo; e valutare se l’episodio possa aprire spazi a iniziative formali, fino a una denuncia che potrebbe portare a un’inchiesta penale o a decisioni radicali sull’intera procedura. Per molti candidati, intanto, resta una certezza amara affidata all’ironia che corre in rete: per diventare notaio, oltre allo studio, sembra servire anche un “santo in paradiso”.
