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Olbia

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Il Comune manda a casa in anticipo 8 operai

di Serena Lullia
Il Comune manda a casa in anticipo 8 operai

Il cantiere riservato ai disoccupati e finanziato dalla Regione doveva durare 12 mesi

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OLBIA. Il Comune manda a casa 8 operai con due mesi di anticipo. Il cantiere di lavoro, finanziato con fondi regionali e riservato a disoccupati di lungo periodo, chiude giovedì. I lavoratori avevano firmato un primo contratto di 4 mesi, poi un secondo di 6. Adesso aspettavano di chiudere con un'altra firma a tempo per due mesi. La Filca Cisl scende a fianco degli operai e organizza per domani un blitz in Comune. Falliti fino a oggi i tentativi di incontrare i responsabili comunali, il sindaco e l'assessore ai Lavori pubblici.

La storia del cantiere comunale comincia nel 2012. Con la manovra finanziaria di quell'anno la Regione decide di dirottare dei massicci finanziamenti per realizzare dei cantieri comunali riservati a personale disoccupato da lungo periodo. I soldi vengono assegnati ai comuni che ne fanno richiesta attraverso la Provincia. Olbia decide di utilizzare questo strumento per realizzare alcuni interventi a Rudalza, San Pantaleo, al parco Fausto Noce. Il cantiere ha la durata di 12 mesi. Al bando partecipano 80 disoccupati, ma solo 8 vengono assunti. «Abbiamo firmato prima un contratto per 4 mesi e poi un altro per 6 mesi – commenta Battista Imperio, segretario aggiunto Filca Cisl che insieme ad Alfredo Costa, segretario Filca Cisl Gallura, segue la vicenda degli 8 operai –. Poi è arrivata la comunicazione che il cantiere sarebbe stato chiuso al decimo mese. A fine luglio ho chiesto un incontro al Comune. La segretaria amministrativa dell'area tecnica mi ha detto che il Comune ha il diritto di rimodulare il contratto. Ma sappiamo bene che non è così. Si tratta di un cantiere finanziato con fondi vincolati per un progetto specifico della durata di 12 mesi». Costa e Imperio hanno inviato una richiesta di incontro urgente al dirigente dei Lavori pubblici, Gabriella Palermo, al sindaco Gianni Giovannelli e all'assessore Davide Bacciu. Solo quest'ultimo si è reso disponibile. Prima lunedì, poi mercoledì. «Ma giovedì scade il contratto, non possiamo aspettare così a lungo – aggiunge il segretario Imperio –. Fino a oggi non abbiamo avuto alcuna risposta. E i lavoratori sono preoccupati. Domani incroceranno le braccia e li accompagneremo in Comune per trovare qualcuno che ci spieghi il perché della cancellazione di questi due mesi di lavoro». Un taglio che non è solo una chiusura anticipata del cantiere. «Significano due mesi di reddito in meno per 8 operai – conclude Imperio –. Un minore tfr, l'impossibilità di accedere alla disoccupazione. Si tratta di un danno enorme, ancora di più in un momento così delicato. Chiediamo maggiore sensibilità al sindaco e all'intera amministrazione».

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