«Rally, un successo di tutta la Gallura»
L’organizzatore del “Costa Smeralda” soddisfatto della gara e soprattutto della promozione turistica per il territorio
OLBIA. Olbia, Arzachena e Golfo Aranci, ed ecco tre sindaci contentissimi di aver ospitato e finanziato il rally “Costa Smeralda”. Arrivato, per loro, come una contropartita per lo scippo - subìto dalla Regione (giunta Cappellacci) - del campionato mondiale (Wrc) e del campionato italiano (Cir) che si sono corsi lo scorso giugno, con basi a Cagliari e Alghero. Ma anche la Regione (giunta Pigliaru) ha dato una gioia ai tre sindaci: ha finanziato il “Costa Smeralda” con 300 mila euro, e l’ha collocato nei “grandi eventi”, definendolo nella delibera “ambasciatore sportivo di comprovata fama internazionale”; elenco in cui - per dare l’idea dell’importanza che evidentemente gli assegna l’assessore al Turismo Francesco Morandi - non c’è il mondiale. Tanto che, per usare la parole di Gianni Giovannelli, «il periodo turbolento con la Regione, sui rally, si è concluso».
Tutti felici, dunque. A cominciare da Carmelo Mereu, organizzatore del “Costa Smeralda”, valevole come terza prova (su cinque) del Trofeo Terra (Trt) dell’Aci. Il patron dell’associazione sportiva Great Events Sardinia non nasconde la soddisfazione per quello che - parole del sindaco di Golfo Aranci Giuseppe Fasolino e dell’assessore ai Lavori pubblici di Arzachena Fabrizio Azara - «è un evento sportivo, sì, ma anche economico, di immagine». Sarà il potere del nome Costa Smeralda? «Più che dell’evento sportivo, forte in sé, il nostro rally voleva essere (e lo è stato) un attrattore di flussi turistici - dice Mereu -. Questo era il piano marketing, dietro tutta l’organizzazione: una guida al territorio. Perché il “Costa Smeralda” è una vacanza diversa: non è mare (non solo), è soprattutto la scoperta dell’entroterra. Profumi, sapori, paesaggi. Vedere gente arrivare qui dalla Finlandia, grazie al rally, è stato bellissimo. Perché mettere insieme il rally, il rally d’epoca, il country, come abbiamo fatto noi, ha fatto la differenza: l’obbiettivo economico e di promozione è stato centrato».
Mereu, poi, tocca il tasto sportivo. «Ma è proprio la combinazione di questa formula che ha reso forte il “Costa Smeralda”: avevamo ottanta equipaggi, tra rally e rally d’epoca. Altri rally, anche il campionato italiano di San Marino, ne hanno avuto una ventina...».
Infine, il patron dell’organizzazione sfiora, senza polemiche, l’aspetto politico: «Devo ringraziare l’assessore regionale al Turismo, che ha fortemente creduto al nostro progetto. E poi i sindaci di Olbia, Golfo Aranci e Arzachena. Senza di loro, nulla sarebbe stato possibile. Penso che la prova spettacolo a Golfo Aranci, il parco a Olbia con la passerella, le prove e la premiazione a Porto Cervo siano stati grandi eventi per tutti».
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