La Nuova Sardegna

Olbia

Piano di fabbricazione, no alla variante

di Enrico Gaviano
Piano di fabbricazione, no alla variante

Il Ctru boccia la delibera comunale. Carzedda (Fi): «Grave leggerezza». Careddu (Pd): «Basterà un nuovo passaggio in aula»

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OLBIA. Il comitato tecnico regionale dell’urbanistica ha bocciato la variante al piano di fabbricazione che era stata deliberata non più tardi del maggio scorso dal consiglio comunale di Olbia. In città è scattato l’allarme rosso per un possibile blocco dell’edilizia. Nei giorni scorsi l’assessore all’urbanistica Carlo Careddu ha incontrato i tecnici regionale ottenendo una risposta che può far tirare un sospiro di sollievo al settore. Servirà un nuovo rapido passaggio in aula consiliare per mettere le cose a posto.

Il Ctru aveva dichiarato non coerente la variante in particolare per l’inserimento di nuove riclassificazioni urbanistiche in costanza, fra l’altro, di mancanza di valutazione ambientale strategica e della variante all’adeguamento al Pai.

La circostanza era stata resa nota nel corso del consiglio comunale del 17 agosto dal consigliere comunale di Forza Italia Pietro Carzedda. «Da Cagliari è arrivata la notizia della bocciatura della variante – ha detto a Poltu Quadu Carzedda –. Un fatto gravissimo, che blocca il settore in città. Mi chiedo per quale motivo questa notizia sia stata tenuta nascosta visto che risale all’11 settembre».

In aula la maggioranza di centrosinistra ha replicato cercato di smorzare i toni della polemica, sottolineando, per bocca del presidente del Consiglio comunale Vanni Sanna, che la situazione si sarebbe risolta abbastanza facilmente.

Carlo Careddu in questi giorni a Cagliari ha affrontato il problema con i tecnici del Ctru. «La variante serviva a reiterare i vincoli – sottolinea ora l’assessore comunale –, oltre che all’aggiornamento cartografico e all’eliminazione di alcuni errori. In effetti, però, l’accoglimento di alcune osservazioni nel corso del dibattito svolto in aula, ha cambiato alcuni aspetti fondamentali della delibera. Per cui, a quel punto, l’atto è risultato non coerente con il quadro normativo e pianificatorio sovraordinato».

Come risolvere la situazione? «Servirà un nuovo passaggio in consiglio comunale – dice ancora Careddu –. Un passaggio abbastanza rapido, visto che il testo originale verrà emendato delle osservazioni che purtroppo hanno azzoppato questo provvedimento e quindi approvato dall’aula per il successivo ritorno in Regione. Ovviamente tutte le osservazioni che verranno tolte, potranno essere reintrodotte dopo l’approvazione del Piano urbanistico comunale».

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