La Nuova Sardegna

Olbia

Nascono gli orti di città, il Consiglio detta le regole

di Serena Lullia
Nascono gli orti di città, il Consiglio detta le regole

Una decina le aree standard che saranno assegnate con un bando pubblico I cittadini che otterrano la concessione verseranno un canone annuo di 48 euro

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OLBIA. Agricoltura urbana. Il Comune trasforma una decina di aree verdi nel cuore della città in orti. Mini palestre in cui allenare lo spirito bucolico a costo zero. Il Consiglio comunale approva il regolamento per la gestione degli orti. La proposta dell’assessore all’Ambiente, Giovanna Spano, messa a punto con il delegato all’Agricoltura Tore Pitta, passa con i voti di tutta l’aula.

Le aree. È già pronta la cartografia in cui sono indicati gli scampoli di verde destinati alla coltivazione. Aree standard a cui verrà data una seconda vita. Ci sono terreni in via Petta, Santa Mariedda, Isticcadeddu, Maria Rocca, via Veronese. «Ora andremo a definire meglio, dal punto di vista pratico, le aree da destinare alla coltivazione – spiega l’assessore Spano –. Abbiamo dato mandato agli uffici di individuare le aree più facili da sistemare con acqua, luce e recinzioni. Contiamo di predisporre il bando per l’assegnazione entro la fine dell’anno».

Le finalità. Un ritorno alla terra con diverse finalità. «Consentirà di tenere puliti gli standard comunali – spiega il delegato Pitta –, che passeranno sotto la responsabilità dei cittadini affidatari. Permetterà di promuovere la vecchia tradizione della cultura degli orti. Mi piacerebbe che all’interno del bando venisse inserita, come una delle categorie, quella dei nonni con i nipoti. Sarà poi una produzione biologica, a chilometri zero e consentirà di dare una mano concreta alle persone in difficoltà economica. Senza dimenticare poi l’importante aspetto della socialità. Gli orti diventeranno un punto di incontro».

Il bando. Le aree verdi, come indica il regolamento, potranno essere chieste in adozione da cittadini, famiglie, associazioni, organizzazioni di volontariato, scuole e parrocchie. Potranno essere destinate a coltivazione di ortaggi, fiori o alberi da frutto. Per poter presentare la domanda di concessione di un orto urbano bisognerà essere residenti nel Comune di Olbia, non avere la proprietà, il possesso o la disponibilità di altri appezzamenti di terreni coltivabili di estensione pari o superiore a 100 metri quadrati. Sarà stilata una graduatoria alla quale si attingerà per tre anni per l’assegnazione.

Canone annuo. Gli agricoltori urbani dovranno versare una piccola quota annuale per avere in concessione lo spazio verde. Un canone di 48 euro per coprire i costi della gestione e della manutenzione straordinaria dei lotti. L’amministrazione vigilerà sul rispetto del regolamento e sulla gestione corretta degli orti di città.

Le regole. I coltivatori metropolitani dovranno seguire delle regole ben precise. La loro dovrà essere una coltivazione eco-sostenibile e biologica, senza l’uso di diserbanti e prodotti chimici. Non potranno usare manodopera retribuita per coltivare il terreno nè concederlo a terzi. «Scelte di questo tipo – commenta soddisfatto il consigliere Pietro Spano, Pd – fanno respirare aria di civiltà. È vero sono piccole cose, rispetto ai grandi temi che si sono dibattuti nell’ultimo Consiglio comunale, ma sono un ritorno alla vera politica. Una iniziativa come questa riavvicina le generazioni, i nonni con i nipoti, crea un luogo in cui socializzare e dà un aiuto alle famiglie disagiate, offrendo la possibilità di coltivare a costo zero ortaggi e frutta».

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