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Pane e focacce gratis per i poveri

Pane e focacce gratis per i poveri

L’iniziativa del pizzaiolo Massimo Bosco: «Spero che altri facciano come me»

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TEMPIO. Quello di lasciare un caffè pagato al bar è un antico gesto partenopeo diffuso a Napoli negli anni passati.

Chi era euforico per un evento accaduto o era semplicemente di buon umore ordinava un caffè e ne pagava due lasciando così la possibilità a chiunque fosse passato successivamente, di bersi una tazzina gratuitamente.

Ma i tempi sono cambiati. Adesso, al posto del caffè si lascia pagato il pane o una focaccia. La crisi non permette a molti di poter acquistare nemmeno i beni di prima necessità. Per questo, il piazzaiolo Massimo Bosco ha avuto l’idea di lasciare pane o focacce pagate nella sua attività. «Purtroppo - spiega il pizzaiolo - in questo periodo sono in molti a non potersi permettere neanche il pane. Per questo, ho deciso di riservare, ogni giorno, una parte della produzione di pane e focacce ai meno abbienti. Lo faccio volentieri. Anche qualsiasi altro cliente, però, può decidere di lasciare qualcosa di pagato. In questo modo, la quantità a disposizione è sempre più alta».

E dopo il “Caffè sospeso” arriva il “Pane sospeso”. Quella del "caffè sospeso" potrebbe essere un’iniziativa che potrebbe dare il via ad una vera e propria "Rete del pane Sospeso". E quello di Bosco è un esperimento iniziale ed uno spunto per accrescere la sensibilità e la generosità popolare. «Spero che molti accettino di venire a chiedere qualcosa – continua il titolare della pizzeria d’asporto di via Veneto – anche perché non c’è nessuna vergogna ad avere bisogno. La vergogna è quella della nostra classe dirigente politica e di come ci sta trattando. Spero, anzi, che altri colleghi commercianti o titolari di attività propongano, anche loro, nei loro esercizi iniziative del genere». (s.d.)

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